di Daniele Bovi
Scompare il volo per Bergamo, scalo considerato strategico dalla Sase (la società che gestisce l’aeroporto San Francesco di Perugia), quello per Parigi rimane come obiettivo per la primavera, anche se i problemi sul tappeto non sono pochi, mentre si guarda con interesse all’Est Europa e «si lavora» sulle nuove rotte del turismo religioso. Questo il quadro dello scalo perugino che, come annunciato dal numero uno di Sase Mario Fagotti, verrà inaugurato in pompa magna il prossimo 10 novembre. La società, insieme a Ryanair, la compagnia «ultra low cost» che trasporta la gran parte dei passeggeri in transito al San Francesco, giovedì ha presentato l’orario invernale e i risultati raggiunti. Risultati positivi che la compagnia festeggia con voli a partire da 12 euro (sola andata) per viaggiare a novembre, dicembre (1-18) e gennaio. Voli prenotabili sul sito di Ryanair fino alla mezzanotte del 22 ottobre.
Aeroporto base Per quanto riguarda il futuro dello scalo, l’obiettivo strategico dichiarato da Sase è quello di far diventare Perugia un «aeroporto base», ovvero uno scalo dove Ryanair o un’altra compagnia possa lasciar fisso almeno un aereo. Una mossa che potrebbe consentire la moltiplicazione delle rotte ma legata a due questioni altrettanto decisive: la prima riguarda la concessione ventennale che ancora giace sui tavoli del ministero del Tesoro «e che ci consentirebbe – spiega il presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, presente all’incontro – di attrarre investimenti che oggi, con quella annuale, non è così facile ottenere».
Rotte e profitti La seconda riguarda i profitti che le compagnie devono fare. Così come è saltato il volo per Bergamo, che comunque Sase cercherà di riattivare prima dell’estate, i vettori non vogliono fare passi falsi. «In questo periodo – ha detto Piergiorgio Farabbi, direttore dello scalo umbro – si fanno passi ponderati perché la situazione economica non è favorevole. Chi apre una rotta lo fa perché è sicuro che c’è quel mercato». Di certo a portare i passeggeri da Perugia a Parigi non sarà Ryanair perché, come spiega Farabbi, a causa di condizioni «che non permettono alla compagnia di lavorare lì», Ryanair non ha aeroporti base e «visto che si opera da punto a punto – prosegue il direttore – non saranno loro a portarci lì». Comunque sia, come conferma Farabbi, «l’orizzonte temporale rimane quello della primavera».
Il piano voli Al momento il piano voli invernali di Ryanair offre da Perugia tre destinazioni, due internazionali (Londra e Bruxelles) e una interna, Trapani, che per la prima volta ci sarà anche in inverno. L’altra destinazione invernale è Tirana, sulla quale vola Belleair. All’appuntamento di giovedì hanno assistito anche i dirigenti della Regione con un motivo ben preciso. Quali che saranno le nuove rotte infatti, esse saranno legate a doppio filo alla promozione che la Regione farà in quei territori: «L’aumento – è stato detto – avverrà in accordo con gli enti di sviluppo regionale». Di certo non si andrà in territori serviti a poca distanza da altri aeroporti, come quello di Bruxelles-Charleroi. Quindi è difficile pensare a voli sull’Olanda nonostante sia spuntata la petizione, che si può firmare online e che ha raggiunto le mille adesioni, con la quale al motto di «Sarebbe bello», come recita un volantino distribuito in aeroporto, si chiedono rotte verso il paese dei tulipani.
La promozione Quel che è certo è che la promozione sta dando i suoi frutti: dopo una campagna sui principali quotidiani inglesi di Ryanair con in bella mostra la basilica d’Assisi, da maggio ad agosto i passeggeri arrivati da Londra sono passati da tremila a oltre settemila. Una campagna che riprenderà in questi giorni. Nel complesso fino al 30 settembre 2012 Ryanair ha trasportato 134 mila persone con l’obiettivo di chiudere l’anno a quota 165 mila. In totale da gennaio a settembre 2012 i passeggeri sono stati circa 135 mila, con un indice di crescita pari al 17%. Oltre 550 mila invece quelli transitati finora, da quando la compagnia aerea ha avviato nel 2006 le proprie operazioni da Perugia.
Posti di lavoro Di questo passo, secondo Eleonora O’Connor, sales & marketing executive della Ryanair, «ci potranno inoltre essere 165 posti di lavoro legati all’aeroporto e al turismo di Perugia e dell’intera regione». Una stima, questa, realizzata in base a dati statistici del Consiglio internazionale aeroporti, che tengono conto di un posto di lavoro, tra operatori interni ed esterni ad un aeroporto, ogni mille passeggeri. Dal suo punto di vista invece Mencaroni ha evidenziato ancora una volta «l’importanza strategica» dell’aeroporto, «con 4 milioni di potenziali utenti» ha detto. Fagotti invece, in conclusione, ha ricordato quelli che sono gli obiettivi a medio-breve termine: almeno 30 mila passeggeri per raggiungere nel 2013 o nel 2014 una quota tra 350 mila e 450 mila persone.

