di Giorgia Olivieri

Un servizio gratuito e vicino ai cittadini, capace di mediare tra le persone e la pubblica amministrazione, evitando spesso lunghi e costosi ricorsi ai tribunali. È questa la missione del Difensore civico regionale dell’Umbria, ruolo ricoperto da luglio dall’avvocato Fabrizio Schettini, che ai microfoni di Umbria24 ha ripercorso il programma 2026 dell’istituto e le criticità principali per la pubblica amministrazione nella regione.

La funzione «Il Difensore civico è un organo di garanzia – spiega Schettini – che si occupa di ricevere le segnalazioni dei cittadini su inefficienze o negligenze della pubblica amministrazione». Il servizio è gratuito e offerto dall’Assemblea legislativa dell’Umbria, ma ancora poco conosciuto, utilizzato in gran parte da associazioni e avvocati che ne riconoscono l’efficacia. Schettini eredita l’ufficio dal suo predecessore, l’avvocato Pecorari, che nel 2019 ha ricostruito da zero una struttura rimasta inattiva per anni: «Ha fatto un’opera enorme e gli va riconosciuto il merito di aver lasciato un ufficio che funziona, pur con risorse limitate». La funzione del difensore civico è dunque deflattiva del carico giudiziario, ma anche educativa: «Rendere la pubblica amministrazione un palazzo di vetro, più trasparente e consapevole dei propri doveri verso i cittadini, è parte fondamentale del nostro lavoro», continua Schettini.

Come presentare istanza Per presentare un’istanza al difensore civico regionale dell’Umbria è sufficiente rivolgersi all’ufficio, anche in modo informale: la richiesta può essere fatta oralmente, via email o tramite Pec ma anche attraverso il modulo disponibile sul sito del Consiglio regionale. L’accesso è gratuito e aperto a tutti, purché la segnalazione riguardi un organo regionale. Una volta ricevuto il fascicolo, l’ufficio valuta la fondatezza della segnalazione e interviene presso gli enti competenti per ristabilire trasparenza, efficacia ed efficienza. Il difensore civico non è un giudice, ma un mediatore: «Siamo dei facilitatori – sottolinea l’avvocato – interveniamo quando il cittadino incontra il muro della burocrazia e lo aiutiamo a superarlo, garantendo risposte in tempi brevi e spesso evitando un contenzioso»

Il programma 2026 Tra le priorità del difensore civico c’è il potenziamento territoriale del servizio. «Nel 2026 il nostro obiettivo è aprire un punto d’ascolto a Terni nella sede degli uffici regionali – annuncia Schettini – Ma vorrei estendere la rete anche a Foligno e Spoleto, per coprire progressivamente tutta la regione». Attualmente, le istanze protocollate dall’ufficio sono circa 130, a cui si aggiungono le segnalazioni arrivate oralmente. L’obiettivo è semplificare ulteriormente le modalità di contatto con l’ufficio: «Stiamo lavorando per introdurre un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, in modo che anche le persone con disabilità possano presentare un’istanza in autonomia». Altro punto del programma è l’estensione delle competenze territoriali attraverso accordi con i Comuni umbri. «Al momento nessuno dei 92 Comuni umbri ha ancora firmato, ma ho avviato un dialogo con diversi sindaci e con Anci e Upi, perché il servizio diventi capillare».

Sanità Il settore sanitario resta quello da cui proviene la maggior parte delle segnalazioni, in particolare istanze legale alle dimissioni delle Rsa: «Le persone disabili e non autosufficienti hanno diritto a una continuità di cura, ma spesso, una volta dimesse, vengono lasciate sole insieme ai caregiver – chiarisce il difensore -. Noi interveniamo per far rilevare alla pubblica amministrazione che il diritto alla cura non può interrompersi, il problema vero è la carenza di posti nelle Rsa e di medici disponibili». Tra i motivi che portano i cittadini a rivolgersi maggiormente al difensore ci sono anche i ritardi della sanità e i tempi, non sempre rispettati, per le richieste di visite urgenti. Schettini in tema precisa che «quando noi segnaliamo che un termine per una visita urgente non è stato rispettato, oppure un intervento urgente che ancora non è stato fissato, solitamente troviamo da parte degli uffici della Asl una grande collaborazione e una soluzione in tempi brevi». Il ruolo del difensore è soprattutto un ruolo di mediazione: «L’utenza che ci chiama è spesso arrabbiata, perché non ha trovato risposte ma in materia sanitaria le cose arrivano da lontano».

Trasporti Un altro dei temi su cui Schettini ha lavorato dal suo insediamento è la mobilità, in particolare le difficoltà per la circolazione sulla linea ferroviaria Terni-Orte, in merito al quale il difensore ha aperto un fascicolo d’ufficio grazie a un’azione condivisa anche dal difensore civico del Lazio, Marino Fardelli. «Anche in Umbria stiamo valutando cosa fare, ma per ora siamo in fase istruttoria – precisa l’avvocato -. L’obiettivo è far valere un principio semplice ma fondamentale: gli utenti hanno diritto a sapere quando arrivano a lavoro e quando arrivano a casa».

Giovani e scuole Guardare ai giovani è l’altra grande ambizione di Schettini per il 2026. «Approcciarsi ai ragazzi è fondamentale, perché oggi manca una vera base di educazione civica», osserva. Il difensore civico vuole entrare nelle scuole per parlare non solo del proprio ruolo, ma soprattutto dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione. «Si parla tanto di diritti, ma quasi più nessuno parla di doveri: vorrei che gli studenti partecipassero attivamente, magari con elaborati o video su come migliorare l’ambiente e la comunità che li circonda». Inoltre, Schettini intende rafforzare il dialogo con l’Università di Perugia e con l’Università per Stranieri: «Vorrei sviluppare collaborazioni stabili e coinvolgere i consigli studenteschi, anche perché agli atenei manca un difensore civico degli studenti – conclude -. Negli ultimi mesi alcuni ragazzi si sono rivolti al nostro ufficio per questioni legate alle borse di studio, e noi cerchiamo di aiutarli, orientandoli verso le soluzioni possibili».

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