Il Santo Anello

di D.B.

Non una richiesta di restituzione ma un prestito per qualche giorno allo scopo di venerare una reliquia che Chiusi e i suoi abitanti sentono vicina. Nelle scorse ora il vicesindaco della città al confine con l’Umbria, Juri Bettollini (divenuto qualche mese fa sindaco al posto di quello Stefano Scaramellidiventato assessore regionale), ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, al sindaco Andrea Romizi e al vescovo della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza Stefano Bassetti con la quale spiega le motivazioni che spingono l’amministrazione a chiedere in prestito, per una settimana all’anno durante i festeggiamenti riservati a Santa Mustiola, che si tengono a luglio, la reliquia della Vergine Maria, ovvero il Santo Anello custodito a Perugia, nella cattedrale di San Lorenzo.

LA STORIA DEL SANTO ANELLO

Il caso Del caso si è cominciato a parlare intorno alla metà di gennaio, quando Bettollini aveva avanzato una richiesta di restituzione a Perugia per poter venerare la reliquia «almeno due volte l’anno». I toni allora erano decisamente più forti rispetto alla lettera vergata in queste ore: «Chiediamo alla città di Perugia – diceva – la sua restituzione per poterlo venerare almeno due volte l’anno. Scriveremo alle autorità ecclesiastiche umbre, toscane e al Santo Padre. Uniremo la città per combattere questa ingiustizia storica». Oggi Bettollini fa invece sapere che «il prestito rappresenterebbe un’occasione importante per chiudere definitivamente un capitolo oscuro della storia di entrambe le città attraverso l’organizzazione di eventi, come ad esempio un gemellaggio e una serie di incontri-convegni, che abbiano il solo scopo di venerare una preziosa testimonianza della fede cristiana quale la reliquia del Santo Anello rappresenta».

La lettera «Sono certo – dice il primo cittadino – che prevarrà il dialogo, la comprensione e il rispetto non si può continuare a parlare del Santo Anello ribadendo solo la storia del furto e della proprietà di una città o di un’altra; l’attenzione deve essere posta su altri elementi. Quella che ci si presenta di fronte è una finestra storica unica visto che, proprio nell’anno del Giubileo della Misericordia, abbiamo l’opportunità di convertire una ferita tra le città di Chiusi e Perugia in una grande occasione di rilancio delle nostre comunità attraverso grandi eventi come mi immagino possa essere un gemellaggio tra le nostre città. Ovviamente abbiamo un profondo rispetto per la devozione della comunità di Perugia e per questo posso assicurare, sul mio onore, che gli errori fatti nel passato non si ripeteranno e che tutta la questione sarà sempre affrontata con la massima delicatezza. La lettera che ho scritto alle autorità istituzionali e religiose del capoluogo umbro spiega tutto questo e auspico che a breve possa essere organizzato un incontro nel quale definire il miglior percorso possibile».

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