Currently set to Index
Currently set to Follow
giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:22

Obbligo vaccinale, sospesi 35 sanitari dell’ospedale di Perugia. «Modalità indecenti»

Lettere inviate nelle scorse ore, il direttore: «Limiteremo i disagi». Dure critiche del sindacato infermieri: «Serve organizzazione»

Un operatore dell'ospedale di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Riguardano in tutto 35 sanitari, dei quali tre sono medici, le sospensioni che l’Azienda ospedaliera di Perugia ha inviato in queste ore agli operatori che, per diversi motivi, non si sono vaccinati. Con il provvedimento, preso sulla base del decreto approvato ad aprile dal governo, si sospende il diritto «di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV2 e mettere a rischio pazienti e personale».

EFFETTO GREEN PASS, IN UN SETTIMANA +25% PER LE PRIME DOSI

Sospensioni Il 19 agosto scorso dieci operatori erano stati sospesi dall’Usl Umbria 1, mentre fino a ora sono 17 i provvedimenti adottati per quelli dell’Usl 2 (nessuno al momento risulta invece sospeso all’ospedale di Terni). In una nota il direttore del Santa Maria della misericordia di Perugia, Marcello Giannico, assicura che «stiamo procedendo con la riorganizzazione dell’attività in quei servizi in cui era impiegato il personale ora sospeso, per limitare gli eventuali disagi per l’utenza e per il resto del personale che ha invece adempiuto alla vaccinazione».

GRAFICI: LE PRIME DOSI IN UMBRIA NEI MESI ESTIVI

Le critiche Su disagi e modalità con cui l’Azienda ospedaliera ha proceduto alle sospensioni è durissimo il commento del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. «Noi – dice a Umbria24 il coordinatore regionale Marco Erozzardi – siamo per l’assoluto rispetto della normativa, ma serve organizzazione; già prima del 2019 c’erano molti problemi, ma da quel momento le modalità gestionali della sanità sono disastrose». Il Nursind in una nota definisce le modalità con cui sono stati adottati i provvedimenti «inaccettabili e indecenti», dato che hanno portato «i servizi aziendali a dotazione organica insufficiente per affrontare i turni di oggi e dei prossimi giorni, richiamando in servizio personale a riposo o che aveva già prestato il turno mattutino».

GRAFICI: IL CONTAGIO NELLE SCUOLE UMBRE

IL BOLLETTINO: IN UMBRIA ALTRI TRE DECESSI

Disagi Secondo quanto riferito da Erozzardi, alcuni dipendenti nonostante fossero nell’elenco già da giugno sono stati avvisati giovedì con una mail mentre stavano lavorando, dovendo così lasciare il posto. «Due poi – racconta – mi hanno già chiamato spiegando di essersi messi in regola con il vaccino, quindi le sospensioni sono errate». Tra le aree in cui lavorano i 35, spiega il coordinatore, ci sono alcuni reparti di degenza, il pronto soccorso e il servizio di dialisi. Erozzardi parla di «ennesima offesa nei confronti del personale sanitario che in questi mesi, vax o no vax, si è sacrificato per poter offrire un servizio quantomeno sufficiente agli utenti dell’ospedale».

Risposte «La direzione aziendale, ma anche la Regione, devono dare risposte immediate alle consegunze che arriveranno dalle proprie decisioni – conclude – con atti urgenti che pongano al riparo sia l’utenza che il personale da disservizi già presenti e destinati ad aumentare dopo tali provvedimenti». Al momento in cui l’articolo è stato pubblicato, non è stato possibile mettersi in contatto con la direzione ospedaliera per un commento.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.