Marini e Moriconi

di Dan. Bo.

Dopo due anni dalla prima firma, avvenuta nel maggio 2013, lunedì Regione e Università hanno messo quella che aggiorna (e rende operativa) la convenzione che dà vita alle due aziende ospedaliero-universitarie integrate. Un accordo, come hanno spiegato la presidente della Regione Catiuscia Marini e il rettore dell’Ateneo Franco Moriconi, che nasce in un clima diverso. Un esempio di ciò è il fatto che personale universitario potrà dirigere strutture complesse ospedaliere, meglio noti come primariati, e al contempo professionisti del Sistema sanitario regionale potranno dirigere strutture universitarie.

Modifiche Le modifiche apportate al precedente protocollo hanno riguardato molti articoli, ma i punti dove gli interventi di modifica sono stati più ampi, riguardano la disciplina della ricerca traslazionale e clinica, la partecipazione del personale ospedaliero all’attività didattica in funzione dell’organizzazione della didattica stabilita dalla Scuola di medicina (guidata da Elmo Mannarino) e dai Consigli delle Scuole di specializzazione, la precisazione della natura di attività compenetrata svolta dal docente universitario nell’espletamento delle funzioni assistenziali e di didattica e ricerca, la previsione di procedure per la nomina dei responsabili di Struttura complessa a direzione universitaria, la disciplina per l’utilizzazione del personale tecnico amministrativo universitario per finalità assistenziali.

Posti letto La riorganizzazione porterà in dote anche più posti letto all’ospedale di Perugia. Grazie alla soppressione del primariato di Del Favero infatti 12 posti andranno a Medicina interna e altrettanti ce ne saranno per l’osservazione breve diretta da Agnelli. Altri 16 verranno aggiunti per una nuova area polispecialistica che non sarà però una struttura complessa, e quindi non avrà un primario. Con il nuovo protocollo inoltre si è anche data attuazione all’inserimento, all’interno del Dipartimento interaziendale delle Specialità chirurgiche, dell’attività del Centro Odontostomatologico (integrato con Azienda USL Umbria 1) e della Chirurgia Maxillo-Facciale (integrata con Azienda USL Umbria 2 – Ospedale di Foligno).

Maggiore integrazione «Una maggiore integrazione tra aziende ospedaliere e sanitarie – ha detto Marini – è la sfida del futuro». Il protocollo ha anche dei benefici economici secondo la presidente, tanto che «ci permetterà di reggere l’urto di eventuali nuove strategie nazionali». Ovvero, nuovi eventuali tagli delle risorse a disposizione della sanità. «Questa integrazione e questo interscambio di competenza – ha detto invece il rettore dell’Università Moriconi – ha solo un fine condiviso: la qualità, sia nella ricerca universitaria che a fini assistenziali».

Twitter @DanieleBovi