L'assessore Coletto, la presidente Tesei e il direttore D'Angelo

di Chiara Fabrizi

Spoleto dice addio al Punto nascita, «perché il ministero della Salute non ha concesso la deroga», mentre a Foligno resterà attiva le strutture complesse sia di Ostetricia e Ginecologia che di Pediatria, con quest’ultima che a Spoleto, invece, non andrà oltre, come ormai accade dalla trasformazione del San Matteo in Covid hospital, le attività ambulatoriali e l’osservazione breve, da capire se per 12 ore al giorno oppure otto.

Terzo polo ospedali Foligno e Spoleto Entrambi i presidi restano Dea di Primo livello e manterranno sia la Terapia intensiva che i Pronto soccorso, anche per patologie tempo dipendenti, ovvero infarti e ictus, il punto di riferimento sarà Foligno in un caso come hub per Cardiologia, Utic ed Emodinamica e, nell’altro, con la Stroke unit per le malattie cerebrovascolare, quindi con posti letto dedicati. A Spoleto, invece, si conta di arrivare entro marzo alla sostituzione dell’acceleratore lineare della Radioterapia, dove l’attività dovrà essere garantita, questo l’impegno, h12. L’investimento per il macchinario è di circa 3,5 milioni ed è finanziato dal bilancio della Usl 2, cui si attinge anche per l’altro mezzo milione con cui si rimetterà mano al bunker dedicato. Sempre su Spoleto, poi, si tenterà di ridare slancio alla Chirurgia robotica che, in base a quanto emerso, sarà di natura generale, urologica e ginecologica e dovrebbe portare con sé, non è ben chiaro in quali tempi e con quali modalità, un centro di formazione regionale.

Chirurgia Questo è emerso venerdì mattina nell’ambito della conferenza stampa convocata dalla giunta regionale, presenti sia la presidente Donatella Tesei che l’assessore Luca Coletto, per illustrare l’integrazione definita per il Terzo polo ospedaliero, che coinvolge anche i presidi di Trevi, Norcia e Cascia e complessivamente conta 560 posti letto. Resta fermo quanto emerso il mese scorso con il Piano di efficientamento, ovvero che «il Terzo Polo poggia su due gambe, Foligno e Spoleto, che avranno – ha detto Coletto – ognuno una specificità, con Foligno concentrato sull’emergenza e Spoleto sulla programmazione e con la presenza in entrambi dei Pronto soccorso». In particolare a Spoleto, per quanto riguarda la Chirurgia generale, ci si limiterà a quella programmata con week surgery e day surgery, oltre ovviamente agli interventi che è sufficiente compiere in ambulatorio. Dopodiché il documento indica Spoleto anche come Centro di riferimento regionale per la Chirurgia endrocrina, mentre Foligno si occuperà della Chirurgia generale anche d’urgenza e della Chirurgia oncologica.

Serve l’approvazione del ministero della Salute Il documento di programmazione, a cui hanno lavorato sia il direttore regionale Salute Welfare, Massimo D’Angelo, che il direttore generale della Usl 2, Massimo De Fino, dovrà ora essere inviato al ministero della Salute per l’approvazione del caso e in caso di via libera sarà poi la giunta dell’Umbria a procedere con la «definizione sia dei posti letto per ogni specialità e per ogni ospedale che con la quantificazione degli investimenti e delle risorse da mettere a disposizione, oltreché con il cronoprogramma di attuazione e con la nomina di una commissione tecnica che sarà incaricata di monitorare l’integrazione», come ha evidenziato D’Angelo a Palazzo Donini, dove erano presenti anche il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, e i parlamentari Franco Zaffini e Virginio Caparvi.

Elisoccorso Il Terzo polo ospedaliero dell’Umbria, infine, avrà l’elisoccorso, di stanza a Foligno ma ovviamente di riferimento per tutta l’Umbria, considerato «importantissimo per la Valnerina» dalla presidente Tesei, che ha anche affermato come la Regione abbia «ricevuto il via libera da Enav, che permette ora di procedere con la pubblicazione del bando». Sui tempi di attivazione è verosimile che la partita per l’elisoccorso dell’Umbria, questo è emerso durante la conferenza stampa, possa essere chiusa entro la primavera, certamente entro giugno. «Questa programmazione è frutto di un lavoro corposo che, se non ci fosse stata l’emergenza sanitaria, sarebbe già stato fatto due anni fa. Abbiamo ritenuto importante creare una rete con gli ospedali di Spoleto e Foligno al centro» ha detto la presidente Tesei.

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