di M.S.G.

Confronto aperto, ancora una volta occasione per rappresentare la lunga lista di criticità riscontrate da personale e utenza di ospedale e Usl 2, ma anche tavolo di scambio di proposte. Questa l’estrema sintesi del summit tra Fp-Cgil e direttori di Santa Maria e via Bramante, Pasquale Chiarelli e Massimo De Fino. Il sindacato, guidato da Giorgio Lucci, per il bene dell’intera comunità, dato che in ballo c’è la salute dei cittadini, non intende arretrare di un millimetro. Porta avanti in solitaria la vertenza e a fronte delle aperture registrate da parte degli apicali, fa sapere che lo stato di agitazione del personale resta aperto ma sospeso. Una mossa tesa a valutare le prossime mosse delle due direzioni sanitarie, tenuto conto che alcune soluzioni necessitano tempo. La volontà di ascolto e condivisione mostrata da Chiarelli e De Fino, dovrà cioè tradursi in atti concreti che via via saranno testati sulle problematiche del pronto soccorso e sulle liste d’attesa per le attività chirurgiche di media e bassa complessità.

Cgil Terni «Qualche giorno indietro avevamo già avuto un primo confronto con la direzione dell’azienda ospedaliera, nel quale abbiamo concordato alcuni miglioramenti dell’organizzazione del lavoro del Pronto Soccorso – spiega Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil di Terni – Nell’incontro di martedì, invece, erano presenti tutte e due le direzioni aziendali (ospedale e Usl) al completo, un fatto che abbiamo accolto con soddisfazione, significativo della volontà di aprire un confronto costruttivo e completo. Abbiamo anche percepito un clima di ascolto e di collaborazione». Sugli esiti dell’incontro è in corso di preparazione un verbale che conterrà sia le richieste avanzate dal sindacato, e già anticipate in presenza del prefetto, sia le soluzioni e gli impegni presi dalle direzioni. È del tutto evidente che molte delle cose concordate hanno bisogno di tempi congrui per sviluppare gli effetti attesi – osserva Lucci – per questo nella comunicazione che faremo al prefetto non scioglieremo del tutto la riserva e lo stato di agitazione non sarà ritirato».

Prefetto Ancora una volta, il dato che emerge con forza, secondo la Fp Cgil, è la mancanza di personale sia medico che del comparto, nonostante alcune assunzioni effettuate dalle due aziende, ma non sono ancora sufficienti a garantire uno standard assistenziale ottimale. «Per la prima volta – rimarca ancora Lucci – abbiamo sentito le direzioni che concordano sulla mancanza di personale, non era mai successo prima. Per troppo tempo non si è affrontato il tema degli organici, un tema che colpevolmente non è stato inserito nell’agenda delle amministrazioni regionali. Al contempo risulta evidente come tutte le strutture dell’area sud siano ormai obsolete. È chiaro – conclude il segretario Fp Cgil – che l’impegno delle direzioni aziendali, che misureremo nei fatti, non basta a garantire un servizio di qualità, c’è bisogno di un forte intervento della Regione, a partire dal Piano sanitario regionale sul quale è in corso una raccolta di firme da parte delle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil, proprio per riempirlo di contenuti e progetti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.