Catiuscia Marini e Emilio Duca

di Daniele Bovi

Serviranno per la messa in sicurezza di alcune strutture e per fare investimenti in apparecchiature tecnologiche i dieci milioni di euro che la giunta regionale, lunedì scorso, ha deciso di destinare alle due aziende ospedaliere e alle due aziende sanitarie dell’Umbria. A spiegare l’operazione, lunedì durante una conferenza stampa, è stata la presidente della Regione Catiuscia Marini e il direttore dell’area Sanità Emilio Duca. I soldi sono quelli del Fondo sanitario nazionale, in teoria destinato a finanziare la spesa corrente e ‘sbloccati’ grazie alle nuove possibilità offerte dal Patto per la Salute firmato a luglio che prevede la possibilità, per le Regioni in equilibrio economico (e che rispettino tutti i «Lea», i livelli essenziali di assistenza), «di garantire una programmabilità degli investimenti attraverso la predisposizione di appositi piani annuali che ne definiscano fabbisogni e sostenibilità».

I progetti  Tutte le Aziende entro la fine di settembre dovranno spedire a palazzo Donini un programma dettagliato, che verrà poi monitorato dalla Regione, con gli interventi che intendono realizzare. Nel frattempo secondo le prime necessità comunicate l’Usl Umbria 1, alla quale toccano 3,2 milioni di euro, acquisterà un acceleratore lineare digitale per l’ospedale di Città di Castello e adeguerà alla normativa antincendio varie strutture aziendali; 2,8 milioni andranno all’USL Umbria 2 per «aggiornamento dotazione tecnologica» e per l’adeguamento alle normative antincendio dell’ospedale di Spoleto e del centro geriatrico «Le Grazie» di Terni; con due milioni poi l’Azienda ospedaliera di Peruga acquisterà un angiografo digitale, una Tac e apparecchi per l’anestesia. Da ultimo, l’Azienda ospedaliera di Terni con due milioni acquisterà un angiografo, una Tac, mobili e altre attrezzature.

Conti ok «Tutto ciò è stato possibile – ha sottolineato la presidente – anche perché abbiamo coperto tutte le perdite pregresse di prima del 2010 che ammontavano a circa 72 milioni di euro». Sul piano degli investimenti, che la Regione almeno secondo le intenzioni vuol garantire «autonomamente anche per i prossimi anni», è arrivato il timbro del ministero dell’Economia che, ha spiegato Marini, ha sottolineato che quella attuata in Umbria può essere una ‘buona pratica’ estensibile ad altre realtà e situazioni a livello nazionale». Di fatto, visto che buona parte delle Regioni sono sottoposte a piani di rientro, operazioni di questo tipo possono farle Lombardia, Umbria, Marche, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. «Con queste modalità – ha detto Duca – si garantiscono ammodernamento e sicurezza reperendo fondi alternativi per le aziende sanitarie».

I pagamenti Duca ha poi fatto il punto sui tempi di pagamento delle aziende umbre: tre su quattro, secondo i dati forniti, pagano i propri fornitori in un tempo che va da 35 a 55 giorni; oltre questo limite c’è solo l’Usl di Terni che «si sta ora stabilizzando – ha aggiunto Duca – tra i 70 ed i 90 giorni: un fatto, anche questo, che si registra in poche regioni, anche in quelle con i conti della sanità in equilibrio».

Twitter @DanieleBovi

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