Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 22 maggio - Aggiornato alle 18:41

Sanità Orvieto, appello del sindacato: «Operatori tra sconforto e sfiducia, alziamo la voce»

Cala del 16.9%  in Umbria il numero di interventi alla mammella secondo la scuola Sant’Anna di Pisa, Cgil: «Nodo prevenzione»

«Sconforto, sgomento, indignazione, sfiducia, incertezza: sono solo alcuni dei sentimenti che pervadono gli operatori sanitari ed i cittadini del territorio di Orvieto». Questo il grido d’allarme della Cgil di Orvieto sempre più preoccupata per la situazione sanità: «Il nostro termometro – scrivono in una nota dal sindacato – rileva quotidianamente una palese e costante sofferenza dei servizi nel nostro ospedale e nella sanità del territorio. I cittadini si rivolgono sempre più spesso a strutture private, poiché la presenza del pubblico indietreggia giorno dopo giorno. Liste di attesa oramai fuori controllo ed indegne di un territorio civile, sono conseguenza di una carenza cronica di personale che riguarda tutti i professionisti sanitari in tutti i servizi. E la situazione è in continua evoluzione negativa, con reparti oramai all’esasperazione».

Ospedale e servizi Grave, secondo la Cgil, è ad esempio la situazione della copertura organica per la cardiologia, la chirurgia e l’ortopedia: «Per quanto riguarda l’oncologia – prosegue il coordinamento Cgil – , il sindacato richiama l’attenzione su un recente studio della scuola Sant’Anna di Pisa che dimostra come sia diminuito del 16,9% il numero degli interventi per tumore alla mammella nella nostra Regione, mentre il coordinatore regionale della ‘Lega nazionale lotta ai tumori’, l’oncologo Antonio Rulli, ha denunciato come il diametro dei tumori operati in Umbria nel 2021 sia mediamente raddoppiato rispetto al 2019». Nodo prevenzione: «Tutti segnali che dimostrano come sia arretrata fortemente la prevenzione – denuncia ancora la Cgil orvietana – fatto ancora più esasperato in un territorio marginalizzato come quello di Orvieto. Ciò che ci preoccupa fortemente come organizzazione sindacale – concludono dalla Cgil – oltre alle difficoltà e al forte stress vissuto dai lavoratori della sanità, è il silenzio delle istituzioni locali, con in testa i sindaci».

I commenti sono chiusi.