Rosa Francaviglia (foto Giugliarelli)

di Daniele Bovi

Ha iniziato con delle pennellate dedicate ai 500 anni della morte del Perugino ed è proseguita con delle stoccate sulla gestione della sanità Rosa Francaviglia, procuratrice regionale della Corte dei conti nel corso della cerimonia con la quale, venerdì, è stato dichiarato aperto a Perugia l’anno giudiziario della magistratura contabile. La cerimonia, alla quale hanno partecipato autorità civili, militari e accademiche, tra cui la presidente della Regione Donatella Tesei e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.

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Concorsopoli Francaviglia nella sua relazione è partita da Concorspoli, sottolineando come abbia «inciso su consolidati assetti pluriennali» e «disvelato una struttura di potere capace di incidere pesantemente sulla sanità, che assorbe la gran parte del bilancio». La procuratrice ha parlato di «logiche clientelari e profondamente pervasive» e di un «sistema di controllo improntato a logiche clientelari e profondamente pervasive», che aveva «condizionato e patologizzato la gestione della cosa pubblica asservendola a interessi particolari, egoistici e personalistici». «A tre anni di distanza da quei fatti va ribadito che la sanità pubblica non va smantellata ma rafforzata e preservata, anche combattendo sperperi e premiando la meritocrazia». «Stiamo assistendo, in Umbria come nel resto del paese – ha ulteriormente rincarato la dose ai microfoni della Tgr Rai a margine della cerimonia – alla devastazione della sanità regionale».

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Sanità La Procura contabile ha invitato a preservare i Lea (i Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni che vanno garantite ai cittadini), «evitando che le risorse vadano distorte da questa esigenza prioritaria», e ha sottolineato poi, oltre al problema delle liste d’attesa, «l’assoluta inadeguatezza dei controlli regionali sulle strutture private convenzionate che, ancorché stigmatizzata sin dal 2019, non pare affatto sia stata superata nonostante i possibili risvolti erariali».

Un momento della cerimonia (foto Giugliarelli)

Il caso «Alquanto emblematico» per la Procura è «l’esempio del direttore del reparto di Anatomia e istologia patologica dell’ospedale di Perugia, punto di riferimento regionale nella lotta contro le patologie oncologiche che si è visto obbligato a rivolgere pubblicamente un accorato appello al fine di reperire risorse finanziarie perché si acquisiscano nuove figure professionali e importantissime strumentazioni di biologia molecolare, di cui il Reparto è privo e che, come noto, sono imprescindibili per completare adeguatamente i referti in modo da poter scegliere il miglior trattamento possibile per i pazienti». Nel complesso «pur tenendo conto degli effetti distorsivi provocati dal Covid – ha aggiunto – permangono delle criticità non incidono unicamente sulla spesa, ma soprattutto sul diritto alla salute della collettività locale, che rischia di essere seriamente compromesso e non soltanto da molteplici disservizi e dall’allungamento delle liste di attesa».

Denunce Più in generale nella relazione Francaviglia ha osservato che in Umbria «si è scarsamente inclini alla denuncia» e che gli esposti, «anonimi e succinti», molto spesso non bastano per aprire un fascicolo: «Bisogna invertire questa tendenza perché – ha detto – è indice alquanto significativo di un diffuso atteggiamento di inerzia e silenzio da parte di coloro che preferiscono soprassedere».

I numeri Venendo ai numeri dell’attività 2022, la Procura ha sottolineato che sono più che triplicati gli importi richiesti (da 5,5 a 18 milioni di euro), con un aumento anche degli atti di citazione (da 55 a 61) e di inviti a dedurre (da 62 a 78). L’anno passato poi la Procura ha ricevuto 1.331 esposti e segnalazioni, inclusi 361 decreti di equa riparazione. Francaviglia sul punto parla però anche di «una fenomenologia massiva di denunce dal tenore delirante e farneticante destinate all’archiviazione immediata».

L’attività Complessivamente è stata disposta l’apertura di 171 istruttorie e i procedimenti erariali pendenti al 31 dicembre 2022 risultano essere 458, di cui circa il 50 per cento attiene a fascicoli già istruiti. Sempre nel corso del 2022 la Sezione giurisdizionale ha emesso 45 sentenze di condanna per un totale a titolo di sorte capitale iniziale da risarcire pari a o 13,6 milioni di euro.

 

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