«Ormai da lungo tempo con la dirigenza dell’Unità sanitaria locale Umbria 2 manca il confronto – denunciano Spi Cgil e Uil pensionati -. Chiadiamo formalmente al nuovo direttore generale di procedere alla convocazione di un incontro. Con altrettanta preoccupazione registriamo i silenzi, dopo richiesta di incontro, delle istituzioni locali sul tema della contrattazione sociale».
Spi Cgil e Uil pensionati Nella lista delle criticità evidenziate dai sindacati «lo stato di crisi determinatosi nei servizi di diagnosi, cura, assistenza e prevenzione ha effetti negativi in modo specifico sulla popolazione over 65. Ricordiamo che nella Provincia ternana il crescente numero di pensionate e pensionati non rende tollerabile quanto determinatosi in questo periodo».
Le attese «Più utenti dei servizi – riportano Cgil e Uil – hanno testimoniato l’incongruenza registrata tra le lunghissime attese per l’accesso ai servizi stessi e ottenuto l’accesso verificare la scarsa presenza di pazienti nelle ore di visite ambulatoriali. Emergono, a nostro avviso, due aspetti macroscopici quali il tema dell’organizzazione del lavoro e purtroppo l’inevitabile sostegno alla medicina privata. La medicina e la cura, come previsto dall’art. 32 della Costituzione, è pubblica e universale. Nella provincia di Terni, purtroppo, questo articolo viene costantemente disatteso. Siamo convinti che per le persone over 65 la Casa in cui si vive deve essere il primo luogo di cura. Per garantire questo si rende necessario avere un sistema organizzato di medicina territoriale con la presenza multidisciplinare delle figure sanitarie per garantire un servizio efficiente ed efficace».
Sanità Umbria sud Tale organizzazione è indispensabile per evitare il ricorso al Pronto Soccorso e l’appesantimento dei reparti ospedalieri. Le scriventi Organizzazioni ritengono non più rinviabile la costruzione dell’ospedale di Narni-Amelia, come la riorganizzazione del nosocomio orvietano e la decisione relativa alla modernizzazione dell’Ospedale di Terni».
Sindacati pensionati «Altresì riteniamo fondamentale – concludono i segretari delle due sigle, Attilio Romanelli e Giorgio Piantoni – il completamento delle Case di Comunità e la definizione della gestione pubblica delle stesse. Le nostre richieste hanno l’obiettivo di valorizzare la gestione pubblica del comparto sanità convinti che attraverso questo modello organizzativo si possano anche abbattere le liste di attesa. Riteniamo non condivisibile continuare a registrare l’assenza del personale sanitario, giustificando cosi l’accreditamento ed il convenzionamento con privati, non sottoposti a rigorosi controlli inerenti le prestazioni erogate che potrebbero essere causa di danni per i pazienti»
