di Chiara Fabrizi
La sanità in Umbria stabilisce un record italiano, che nulla ha a che fare coi livelli assistenziali, mentre incide parecchio sui bilanci. Parliamo dei costi energetici che negli ultimi due anni hanno naturalmente appesantito di molto anche i conti economici delle aziende ospedaliere e sanitarie di tutta Italia.
Record costo energetico pro capite Secondo Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), però, nel 2022 l’Umbria ha stabilito un nuovo record per la spesa energetica pro capite, che ha raggiunto 84,62 euro a fronte di una media italiana che si ferma a 54,33 euro. Dietro l’Umbria un’altra piccola regione, ovvero la Basilica (79,96 euro), e poi le grandi: Emilia Romagna (74,12 euro), Veneto (71,61 euro) e Toscana (70,66 euro).
Bollette 2022: spesa +75 per cento In Umbria complessivamente le bollette energetiche 2022 delle quattro aziende sanitarie hanno superato quota 72,6 milioni di euro con un incremento del 75,1 per cento sul 2021, quando la spesa si è fermata a 41,5 milioni, mentre nel 2020 i costi giravano intorno a 30,5 milioni e nel 2019 a 33 milioni. A spendere di più, facendo anche registrare l’impennata maggiore di costi, è la Usl 2 che ha speso 25,6 milioni, ovvero il 97,3 per cento in più di quanto sborsato nel 2021. Seguono la Usl 1 con bollette per 21,2 milioni e un aumento del 61,7 per cento, l’azienda ospedaliera di Perugia con un conto di 19,5 milioni e un incremento dell’83,5 per cento e, infine, l’azienda ospedaliera di Terni con una spesa di 6,2 milioni e un aumento del 32,4 per cento.
