di Chiara Fabrizi
È un bilancio in chiaroscuro quello tracciato da Agenas sulle grandi apparecchiature sanitarie complessivamente presenti in Umbria, ovvero installate sia negli ospedali pubblici che nelle strutture private convenzionate e non. Sì, perché in termini quantitativi la dotazione regionale risulta di primo ordine, mentre c’è qualche ombra sul fronte qualitativo, qui limitatamente inteso all’età dei macchinari.
Agenas nel focus pubblicato nei giorni scorsi ha segnalato la presenza di 164 grandi apparecchiature sanitarie presenti nel territorio umbro e di queste 90 sono pubbliche, quindi quasi il 55 per cento, mentre la restante quota è quindi dei privati, precisamente il 17 per cento è in mano a strutture accreditate e il 28 per cento a non accreditati. Va segnalato che Regioni con la maggior incidenza di macchinari di proprietà pubblica sono la Provincia di Trento (94 per cento), Marche (82), Abruzzo (73) Friuli Venezia Giulia (69), Emilia Romagna (65), Piemonte (64) Toscana (62) e Provincia di Bolzano (59).
Il censimento, poi, segnala che il “parco” apparecchiature sanitarie dell’Umbria, comprese quello delle strutture private, è composto da 49 mammografi, 44 Tc e 39 risonanze magnetiche, cui si sommano 12 angiografici, sette acceleratori, tre robot chirurgici, cinque gamma camere camputerizzati, due Tc/gamma camera e tre Tc-Pet.
A dare la misura, però, è la dotazione a fronte della popolazione. In questo senso Agenas ha elaborato dei tassi su milione di abitanti, da cui si scopre che l’Umbria è terza per numero di acceleratori lineari, con un’incidenza di 8,2 a fronte di una media nazionale del 6,6. Lontana dalle migliori performance, invece, la dotazione di angiografi nel territorio regionale, con l’Umbria che si piazza nona con un indice di 14 di fatto in linea con la media nazionale, che si attesta a 13,8
Analoga, seppur appena migliore nella comparazione con lo standard italiano, la dotazione di gamma camere: qui la regione è settima col 5,9 a fronte del 5,1 italiano.
Umbria al top, invece, per numero di mammografi, con un’incidenza del 57,4 di molto superiore alla media italiana del 35,2. Bene anche il risultato per le risonanze magnetiche, dove per dotazione risulta la quarta regione, col 45,6 di gran lunga superiore al livello nazionale, che si ferma a 32,9. Stesso piazzamento anche per i robot chirurgici, anche se qui si è di fatto in linea col dato italiano: l’Umbria è quarta col 3,5 a fronte del 3,3 italiano
Metò classica per le Tc/gamma camere ci si attesta a 2,3 macchinari ogni milione di abitanti a fronte di un dato nazionale di 2,2, mentre è migliore il rapporto per le Tc-Pet, con l’Umbria quinta per un’incidenza di 3,5 a fronte di una media italiana comunque del 3,2. Infine secondo posto per l’Umbria per le Tc, con un indice di 51,5 a fronte di una media italiana di 37,3
L’analisi di Agenas, poi, si concentra sull’età di queste apparecchiature e qui si apprende che in Umbria il 34 per cento, praticamente una su tre ha meno di 5 anni, mentre le regioni col “parco” apparecchiature sanitarie più giovane sono Liguria (47 per cento), Lombardia (45), Lazio (40), Marche e Veneto (41), Provincia autonoma di Bolzano (39) e Basilicata (36).
Tornando in Umbria l’analisi segnala che i macchinari sanitri con un’età compresa tra 5 e 10 anni sono la maggioranza relativa delle dotazioni presenti sul territorio, ovvero il 38 per cento, che rappresenta il secondo livello regionale più alto per questa classe d’età, secondo soltanto alla Campania (40 per cento).
Infine le macchine con più di 10 anni di vita in Umbria sono il 27 per cento e in questo caso si è di fronte al terzo dato più basso d’Italia, meglio fanno soltanto Veneto (26 per cento) e Provincia autonoma di Bolzano (24).
Approfondendo ulteriormente va evidenziato che in Umbria gli acceleratori lineari hanno un’età media di 11 anni a fronte dei 10 nazionali; gli angiografi di 11,4 anni a fronte del 9,3 italiani; le gamma camere computerizzate addirittura 19,4 a fronte di 14,7 anni e sono le seconde più vecchie d’Italia dietro al Friuli Venezia Giulia (20,7). Migliore la situazione dei mammografi che hanno un’età media in Umbria del 7,6 anni a fronte dell’8,4 italiano. Bene anche le risonanze che pure hanno 7,6 anni a fronte dei 9,8 nazionali, mentre i robot chirurgici hanno 6,7 anni di età media a fronte dei 5 italiani. Più vecchi della media del paese anche le Tc/gamma camere, che hanno in media 14 anni a fronte degli 8,6 nazionali, così come i sistemi Tc/Pet, che di anni in media ne hanno 9,7 a fronte di uno standard italiano di 8,8, mentre le numerose Tc presenti in Umbria hanno un’età media di 7,6 anni a fronte degli 8,6 nazionali
Un’analisi ancora più accurata segnala che in Umbria i mammografi più giovani, seppur di poco, sono in mano ai privati: in particolare se quelli pubblici hanno un’età media di 7,7 anni, quelli dei privati accrediti scendono a 7,3 e quelli dei privati non accreditati a 7,5
Il gap si fa più marcato con le risonanze: quelle pubbliche hanno in media 10,4 anni, quelle dei privati accreditati 7,2 e quelle dei privati non accreditati 5,6 anni. Analogo l’esito del confronto per le Tc: in Umbria quelle pubbliche hanno 9,4 anni di vita, quelle dei privati convenzionati 6,7 anni e quelle dei privati non accreditati 4,5
