di Chiara Fabrizi
Cambia la “geografia” degli ospedali umbri. Con una modifica inserita nell’Omnibus, il provvedimento approvato martedì in consiglio regionale, l’ospedale di Pantalla viene «inserito» nell’azienda ospedaliera di Perugia, mentre Narni e Amelia, più Domus Gratie di Terni per la riabilitazione, finiscono nell’azienda ospedaliera di Terni. La manovra è motivata con «due macro obiettivi: l’appropriatezza delle prestazioni di ricovero e cura, nonché un’economia di scala nell’organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali», è scritto nella relazione allegata alla delibera con cui la giunta ha approvato il disegno di legge “Modificazioni e integrazioni di leggi regionali”. Dalle opposizioni, invece, parlano Tommaso Bori (Pd) e Thomas De Luca (M5s), secondo cui «così la sanità umbra viene gettata nel caos».

In particolare, gli spostamenti sono stati definiti per «favorire – si legge nel documento della giunta – il funzionamento della rete ospedaliera a sostegno dei percorsi di cura, garantendo un efficientamento del numero e della distribuzione dei posti letto, con conseguente riduzione del fenomeno del sovraffollamento nell’azienda ospedaliera, in particolare per patologie di interesse medico e chirurgico a più bassa intensità assistenziale», ma anche per «l’erogazione appropriata dell’attività assistenziale e l’incremento delle prestazioni di alta specialità nell’azienda ospedaliera stessa».
L’assetto definito attribuisce i «ricoveri di alta intensità di cura esclusivamente agli ospedali di Perugia e Terni», che sono gli unici Dea di secondo livello dell’Umbria, mentre i «ricoveri urgenti di area medica di media intensità di cura anche a Pantalla e Narni». In questi ultimi due ospedali sono previsti «ricoveri programmati di media intensità di cura per le discipline chirurgiche presenti con attivazione di degenze a ciclo breve (week surgery e day surgery) e della chirurgia ambulatoriale con efficientamento e pieno utilizzo dei due blocchi operatori anche grazie – si legge sempre nell’atto della giunta – agli interventi chirurgici che potranno garantire le equipe chirurgiche di Perugia di Terni», andando a operare rispettivamente a Pantalla e Narni.
A Pantalla, Amelia e Domus Gratie sono destinati anche «ricoveri programmati di bassa intensità (riabilitazione, cure post acuzie e low care) per la presa in carico del post-acuto di tipo medico e/o chirurgico che necessita di un percorso definito dal punto di vista assistenziale e di tempistica nei posti letto per post-acuti». Per quanto riguarda l’attribuzione di «prestazioni ambulatoriali» e «diagnostiche» si procederà «in relazione alla tecnologia presente» nei vari presidi coinvolti. Infine, il Pronto soccorso di Pantalla e quello di Narni avranno «le caratteristiche della postazione dell’ospedale di base con posti letto tecnici di Obi (osservazione breve intensiva)» e lavoreranno «in sinergia anche strutturando un piano unico di gestione del sovraffollamento», si intende naturalmente Pantalla con Perugia e Narni con Terni.
Sul piede di guerra le opposizioni di Pd e M5s. In particolare Tommaso Bori parla «di un altro schiaffo in faccia alla sanità pubblica compiuto con un vero e proprio blitz pre elettorale senza alcuna partecipazione o condivisione e alle spalle degli operatori sanitari, oltre che degli amministratori locali e dei cittadini». Con queste modalità, Bori sostiene che la maggioranza «ha approvato una riforma che ridefinisce la rete ospedaliera senza l’assessore Coletto in aula e senza che la presidente Tesei si sia sentita in dovere di dire una parola in aula». Il consigliere Pd definisce «a dir poco incredibili le scelte compiute con una semplice tabellina, che tra l’altro estingue il tanto sbandierato Terzo polo ospedaliero Foligno-Spoleto, mentre la Usl 1 si ritrova un presidio ospedaliero unificato tra l’ospedale di Castiglione del Lago, il Cori di Passignano e quello di Assisi, senza tenere conto di funzioni e distanze». Per Bori l’approvazione delle modifiche in materia di sanità contenute nell’Omnibus «sono un vero e proprio disastro politico di cui non comprendiamo davvero la ratio, se non quella di umiliare gli operatori sanitari e buttare nel caos la sanità pubblica». A intervenire anche il consigliere Thomas De Luca secondo cui «dopo cinque anni di amministrazione Tesei, in cui il Piano sanitario è rimasto solo un annuncio, ci troviamo di fronte a un percorso privo di trasparenza e partecipazione, caratteristiche sempre rifiutate dalla destra». Per l’esponente del M5s «è inaccettabile che nella riforma non siano state indicate le risorse economiche necessarie per il funzionamento della rete, ancor più grave è considerare il personale come un semplice numero da spostare senza alcuna programmazione e senza alcuna condivisione».
