Un reparto dell'ospedale di Perugia (foto ©U24)

di Daniele Bovi

Quasi 93 milioni di euro per le due Usl e le due Aziende ospedaliere «a garanzia dell’equilibrio economico-finanziario» per il 2022. È questo il cuore del provvedimento adottato mercoledì dalla giunta regionale. Nell’atto Palazzo Donini sottolinea che anche per il 2022 «si conferma la difficoltà da parte del Ssr di raggiungere l’equilibrio di bilancio in quanto la Regione, oltre a scontare un deficit strutturale progressivamente alimentatosi nel tempo, ha subito anche gli effetti del contesto macroeconomico e delle situazioni nazionali eccezionali, quali la pandemia, senza avere una sufficiente capacità di risposta, soprattutto per effetto delle scarse economie di scala e della dispersione sul territorio delle strutture con induzione di costi fissi importanti».

Le risorse Un quadro aggravatosi a causa dell’inflazione e dalla necessità di recuperare le prestazioni arrestare, ma anche dal fatto che il riparto del Fondo sanitario nazionale (che vale oltre 1,6 miliardi di euro per l’Umbria) è arrivato con estremo ritardo. Assegnate le risorse in Umbria il risultato di gestione delle aziende sanitarie a fine 2022 era pari a -93 milioni: «È del tutto evidente – scrive la Regione – che le risorse ripartite dalle intese sancite in conferenza Stato-Regioni all’Umbria per l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, nonché gli ulteriori fondi vincolati, non sono risultati sufficienti a garantire il raggiungimento dell’equilibrio». Quest’ultimo verrà centrato con una serie di risorse straordinarie, cioè i 93 milioni che arrivano dal pay-back da ripiano per il superamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera (quasi 40 milioni), dal contributo statale per far fronte alle maggiori spese sostenute per i dispositivi medici (47,7 milioni) e dalla rimodulazione di alcune misure finanziate con Fondi UE (5 milioni).

La ripartizione Le risorse, nazionali ed europee, saranno così ripartite: 60,4 milioni di euro andranno alla Usl Umbria 2, 13,8 all’Usl Umbria 1, 13 all’ospedale di Perugia e 5,6 a quello di Terni per un totale di 92,976 milioni di euro. La questione dei conti della sanità regionale torna quindi al centro dell’attenzione. A fine 2022, rispondendo a un’interrogazione dell’opposizione, l’assessore aveva parlato di un potenziale disavanzo di circa 200 milioni; difficoltà che riguardano essenzialmente tutte le Regioni e che sono legate soprattutto alle spese Covid, parzialmente rimborsate dal governo, e all’aumento dei costi dell’energia. Il 70 per cento del disavanzo, secondo Coletto che parlava però di dati non definitivi, riguardava le aziende territoriali: per l’Usl Umbria 1 la cifra era pari a 80 milioni, per la 2 di più di 60 milioni, per l’Azienda ospedaliera di Perugia di circa 40 milioni e quella di Terni di oltre 20. 

L’informativa Provvedimenti come quello di mercoledì si ripetono ormai da diversi anni ma è chiaro che, complici tutti i motivi già citati, le cifre di quest’anno sono decisamente consistenti; nel 2022 passato, ad esempio, erano stati assegnati meno di dieci milioni alle due Usl. Mercoledì è stato poi il giorno in cui l’assessore alla Sanità Luca Coletto ha anche portato un’informativa sullo situazione economico-finanziaria del Sistema sanitario regionale. Documento in cui, in sintesi, viene richiamato il piano di riordino ed efficientamento e in particolare la necessità di attuarlo al più presto, così da evitare ogni anno situazioni simili.

Gli obiettivi Negli scorsi giorni poi la giunta ha assegnato formalmente gli obiettivi da centrare per il 2023 ai direttori di Usl e ospedali. Il peso maggiore, in termini di punteggio, viene dato al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, al rispetto del tetto di spesa per il personale, al governo delle liste d’attesa delle prestazioni ambulatoriali e all’attuazione degli interventi previsti attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Obiettivi che da soli valgono 40 punti su un totale di 100.

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