Grande festa a Casteldilago di Arrone per la riapertura al culto della chiesa di S. Valentino. Messa con l’arcivescovo Renato Boccardo sabato 14 febbraio, aora che sono terminati i lavori dopo i danni del terremoto del 2016. Alle 17.00 Boccardo presiederà la Messa proprio nel giorno della festa liturgica del martire Valentino a cui è dedicata la chiesa; con lui concelebreranno i presbiteri della Pievania di S. Bernardino.
Arrone «La riapertura della chiesa di S. Valentino a Casteldilago – commenta il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia – rappresenta per tutta la comunità del paese un momento di profonda emozione e di rinascita. Il sisma del 2016 aveva ferito un luogo simbolo della nostra identità e della nostra storia; oggi restituiamo ai cittadini uno spazio di fede e di comunità che torna a vivere. A nome dell’amministrazione comunale ringrazio la diocesi di Spoleto-Norcia per la costante vicinanza e, in modo particolare, l’arcivescovo Renato Boccardo per l’attenzione e il sostegno dimostrati in questi anni. Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno lavorato allo scopo; questo risultato è il segno concreto di una comunità che, unita, sa rialzarsi e guardare al futuro con speranza».
San Valentino Alla chiesa, già restaurata a seguito degli eventi sismici del 1997, i terremoti del 2016 hanno provocato ulteriori danni, per cui è stato necessario: riparare le lesioni sulle murature in pietra portanti mediante interventi di scuci e cuci; chiudere alcune nicchie della navata e dell’abside con nuova muratura; risarcire le lesioni di lieve entità, comparse nella zona absidale e in fondo alla navata nelle murature adiacenti l’abside; placcare con fibre all’intradosso l’arco trionfale; placcare con intonaco e reti in fibra l’interno delle murature portanti della torre campanaria e del locale seminterrato al di sotto del piano di calpestio della zona sacrestia; impermeabilizzare il pavimento della cella campanaria, che ha anche la finalità di proteggere la struttura del solaio sottostante; restaurare il castelletto campanario, creando un corretto equilibrio dello stesso; rifare l’impianto che aziona le campane e l’impianto di illuminazione della cella campanaria; chiudere con rete le aperture sulla cella campanaria; ricollocare le tegole sui manti di copertura, previa la messa in opera di impianti anticaduta da parte di professionisti; consolidare della vela posta in alto a destra della facciata con integrazioni con materiale lapideo delle parti danneggiate ed ammalorate; consolidare le modanature e ricostruire in malta cementizia le parti mancanti di piccola entità; tinteggiare la navata e l’abside.
Le risorse Il progetto di recupero della chiesa è stato eseguito dall’arch. Filippo Schiavetti Arcangeli, dall’ing. Alberto Trotti e dal geol. Marco Ardizzoni. I lavori sono stati seguiti dalla ditta Costruzioni Marino s.r.l. con sede in Spoleto. L’importo lordo dei lavori è stato pari a 228.898,73 euro, finanziati dall’ordinanza del Commissario straordinario alla ricostruzione n. 105/2020.
La storia La chiesa di S. Valentino corona uno sperone posto alla sommità della cinta muraria di Casteldilago, frazione del comune di Arrone. Il titolo onora il vescovo ternano, martirizzato il 14 febbraio 273 e testimonia la fondazione altomedievale della chiesa, forse edificata come pieve durante la stagione del Ducato longobardo di Spoleto tra il VII e VIII secolo. Non rimangono testimonianze della chiesa medievale. Dopo il sisma del 26 settembre 1997 furono rinvenute le tracce di una seconda muratura, lungo il perimetro destro della navata. La demolizione della parete ha restituito due nicchie decorate, affrescate sul tamburo e sul catino. Lungo la parete sono emersi anche frammenti di figure dipinte a buon fresco intorno al XVI secolo e decori lacunosi a secco, databili al XVII-XVIII secolo. Sono stati riportati alla luce anche due altari dedicati a S. Giovanni evangelista e a S. Sebastiano, sicuramente il loro occultamento con un parato murario avvenne prima del 1828, quando non sono più menzionati in un inventario degli arredi collocati all’interno della chiesa. La semplice facciata è ornata da un portale del ‘500 con una lunetta al cui interno c’è un affresco raffigurante la Madonna col Bambino. Sopra è posto un oculo circolare, a destra del quale è inciso sulla pietra il quadrante di un orologio a sei ore, con cifre in caratteri romani separati da losanghe e privo della lancia. Il piccolo campanile a vela a un solo fornice è posto sul lato destro, in linea con la facciata.
Interno A sinistra della porta è posto un bel fonte battesimale in pietra, sulla parete di sinistra si trova il monumento funebre di Giovanni Campano, patrizio Spoletino, sopra si intravedono resti di affreschi non più leggibili, tracce di rifiniture a tendaggio con putti e trabeazioni dipinte che affiorano qua e là lungo tutta la parete di sinistra. Nella nicchia successiva, un tempo affrescata con una Crocifissione, di cui rimane ben poco, è posta una statua di un Santo che sorregge un modellino di Casteldilago; sopra resti di affreschi; a destra una tela, datata 1618, raffigurante la Madonna del Rosario, sotto un resto di affresco, su cui si legge l’iscrizione del committente con data 1487. A seguire un’altra nicchia, in cui era raffigurata una Madonna col Bambino, con la parte superiore in larga parte persa. Anche la successiva nicchia era affrescata, ne rimangono poche tracce con una scritta frammentaria, ora vi è posto un quadro con una santa e un angelo che sorregge un ancora. Sulla parete di sinistra si intravedono altri frammenti di affreschi non più leggibili. Sull’arco trionfale, che separa il presbiterio dal resto della chiesa, è affrescata un’Annunciazione, con a sinistra la Madonna Annunziata, a destra l’angelo annunziante e al centro Dio Padre. La zona presbiteriale, coperta con volta a crociera, è priva di decorazioni, al centro dell’abside rettangolare si apre una monofora. Sulla sinistra si apre una porta che conduce a una piccola sagrestia, forse un tempo oratorio, vi si trova, in una nicchia, un lavabo con sopra una raffigurazione del Cristo Morto. A destra del presbiterio si trova un bel Crocifisso ligneo. Sulla parete di destra si trova una tela raffigurante la Madonna col Bambino tra Santi. Nella seconda cappella di destra è raffigurata una Crocifissione tra la Madonna e San Giovanni e a sinistra Santa Lucia, a destra una santa martire senza attributi, probabilmente Sant’Agata. La decorazione della cappella dovrebbe risalire alla fine del XV secolo, Nella prima cappella un ignoto maestro della fine del XV secolo ha raccontato, con intonazione narrativa cortese, ma con mano meno felice del precedente, il Martirio di San Sebastiano. Accanto si trova una figura lacunosa di Sant’Antonio abate, di più bassa qualità stilistica, accompagnata dall’iscrizione frammentaria con data “MCCCCLX…“; sotto una malridotta Madonna col Bambino, con scritta frammentaria del committente. A destra dell’ingresso si trova una bella acquasantiera in marmo.
