di D.B.
Sulla locandina che pubblicizza la serata c’è uno slogan che lascia poco spazio alle interpretazioni: «Un treno che passa una volta sola». Nel cva di San Martino in campo venerdì sera almeno un centinaio di persone, radunate dal comitato pro-Ikea, si sono incontrate per discutere dell’insediamento della multinazionale del mobile, che negli anni scorsi ha individuato l’area di San Martino in campo come adatta all’apertura di un proprio negozio. Al comitato aderiscono 12 associazioni (centri socio-culturali, pro loco e pure associazioni sportive), che hanno ribadito quanto detto già nei giorni scorsi: «Non vogliamo perdere questa opportunità di sviluppo – ci tiene a precisare il presidente della pro loco, Lucio Gallina – in una realtà, qual è quella di San Martino in Campo, che ha vissuto un certo benessere solo tra gli anni ’60 e ’90, grazie a due grossi insediamenti industriali: la ex Valigi e l’ex Conservificio».
Prosperità «Un periodo di prosperità – ha aggiunto – che purtroppo si è concluso e adesso non possiamo rimanere inermi di fronte alla possibilità di un nuovo rilancio economico. Se Ikea poterà con sé centocinquanta o duecento posti di lavoro, noi li vogliamo a San Martino in Campo». Nel corso dell’assemblea poi il comitato ha voluto parlare di un punto molto sentito dagli ambientalisti, ovvero quello dei terreni sui quali l’insediamento dovrebbe sorgere: «Gli ambientalisti – ha detto Gallina – ritengono che l’area dove dovrebbe insediarsi Ikea comprenda i cosiddetti terreni agricoli di pregio e come tali non soggetti a cementificazione. Da una nostra accurata indagine, tali terreni sono individuati nella zona nord del paese e non in quella a ridosso della E45, per altro lasciata all’incuria del tempo, con capannoni dismessi e depuratori in disuso».
BARELLI: «NON A SAN MARTINO IN CAMPO»
L’assemblea «Con gli ambientalisti – ha detto ancora – abbiamo fatto diverse battaglie sul territorio, condividendo ogni strategia, ma stavolta sappiamo che la gran parte del paese, forse la totalità, non la pensa come loro». Venerdì sera verso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Romizi è partito un messaggio chiaro: «Vogliamo Ikea a San Martino in campo». Un concetto ribadito anche dagli altri presidenti delle associazioni. Sul fronte dei terreni, alcuni giorni fa il puzzle si è composto grazie all’acquisizione, da parte di Sea, dell’appezzamento che mancava. Quindi, in teoria, tutto sarebbe pronto e anche l’inchiesta giudiziaria sulla compravendita dei terreni, scaturita da un esposto degli ambientalisti e dopo la quale gli svedesi hanno messo tutto in stand-by, si è risolta in una archiviazione.
TERRENI, CORSA A QUATTRO TRA PERUGIA, BASTIA, CORCIANO E MAGIONE
Rebus terreni Sempre nei giorni scorsi il sindaco Romizi e l’assessore all’Urbanistica Emanuele Prisco hanno incontrato i manager della multinazionale del mobile, ribadendo di essere pronti ad accoglierla quanto prima. All’interno della giunta c’è però da sciogliere il nodo Urbano Barelli, il vicesindaco ed ex presidente di Italia Nostra che negli anni scorsi presentò l’esposto dal quale nacque l’inchiesta. Altro punto nodale, quello del terreno: nel corso degli anni Ikea ha portato sui tavoli del Comune studi e analisi particolareggiate, alla fine delle quali l’ormai celeberrimo appezzamento di Lidarno (di proprietà del Comune) è risultato non idoneo, anche perché posto alla fine di un tratto di E45 già ampiamente congestionato. Inoltre come raccontato da Umbria24, nei mesi passati si sono fatti avanti anche altri comuni, come Magione e Corciano. L’ultima parola però spetta al gigante svedese.
Twitter @DanieleBovi
