di Marco Torricelli
Un concentrato che è davvero difficile pensare sia casuale. San Gemini sta vivendo giorni di passione, per la tradizionale ‘Giostra dell’arme’; tensione, per la crisi politica provocata proprio delle polemiche sulla festa; paura, per l’incertezza sul futuro della più importante azienda del territorio, la Sangemini. Storie che si intrecciano e che, inevitabilmente, si condizionano a vicenda.
La Sangemini L’iniziativa di Edison, che ha deciso di ‘tagliare’ la fornitura di energia elettrica ad uno dei sedici pozzi di cui proviene l’acqua minerale – e la minaccia di fare altrettanto con l’intera azienda, se entro il 17 ottobre non verrà sanata la morosità – ha fatto crescere la paura tra i lavoratori e crollare, forse in maniera definitiva, «il minimo di fiducia residua – si dice negli ambienti sindacali – che qualcuno poteva ancora nutrire nei confronti di una proprietà che ha dimostrato, ancora una volta, di non essere in alcun modo affidabile». La situazione, al momento, è di stallo: gli impianti del pozzo – decisivi per mantenerne sotto controllo il delicato equilibrio – sono alimentati da gruppi elettrogeni, mentre il prefetto sta tentando una delicata mediazione.
La politica In stallo, peraltro, è anche la situazione politica, dopo le dimissioni di tre assessori – il vice sindaco Fausto Proietti, Luciano Bisonni e Roberto Francescangeli – che avevano voluto, con il gesto clamoroso, prendere le distanze dalle polemiche su possibili inadempienze relative alle misure di sicurezza da garantire per lo svolgimento della ‘Giostra dell’arme’. «Il mio obiettivo – dice il sindaco, Leonardo Grimani, a cui i tre dimissionari avevano comunque ribadito la fiducia – è quello di portare a termine il mandato con la stessa giunta che, in questi quattro anni ha lavorato con grande passione e senso di responsabilità e mi auguro che i tre assessori tornino sui loro passi».
I permessi Adesso, però, c’è da portare a termine la festa «con una serenità ritrovata, visto che tutte le autorizzazioni sono in regola – dice il sindaco – e le iniziative messe in cantiere dall’Ente giostra potranno svolgersi regolarmente». Poi si parlerà di politica e, magari, ci si chiarirà: «Anche con Sel, che ha chiesto spiegazioni – dice ancora il sindaco – e che, essendo un alleato che ha sempre svolto un ruolo importante, deve avere delle risposte serie». Ma anche con chi – questo è uno dei rumors – forse sperava di silurare proprio lui, Grimani, intenzionato a ricandidarsi nella prossima primavera.
La festa Mercoledì la ‘Giostra’ vivrà uno dei suoi momenti più suggestivi: le celebrazioni per il patrono Santo Gemine (o Gemino), il monaco venuto dalla Siria che tanto bene ebbe a fare nell’antica città romana di Casventum. Così, infatti, si chiamava in origine San Gemini che cambiò nome proprio quale segno di tributo e gratitudine verso quel forestiero giunto dal lontano Oriente.
Il corte storico La novità della festa di mercoledì è rappresentata dalla presenza dei cortei storici delle città amiche – Narni, Amelia, Acquasparta, Calvi e Otricoli – che in occasione dei 40 anni della Giostra dell’arme daranno vita ad un mega-corteo storico che, muovendosi da via Casventino (rione Rocca), arriverà al duomo di San Gemini (rione Piazza) per l’omaggio al santo. Il resto del programma sarà invece quello tradizionale, fino allo spettacolo di fuochi d’artificio delle 23. Cresce, intanto, la febbre per la Giostra di domenica, quando tre cavalieri della Rocca e tre della Piazza si sfideranno ‘all’anello e all’arme’. In palio si sarà il 40esimo scudo d’argento.
