di Re.Te.
Qualche spiraglio sembra essersi aperto per scongiurare il fallimento della Sangemini. Dall’incontro di giovedì in Regione, presenti le istituzioni e i rappresentanti sindacali, sarebbe emersa la disponibilità delle banche creditrici a ‘resettare’ il debito consistente accumulato dall’attuale proprietà – stimato intorno agli 80 milioni di euro – e di conseguenza anche i pesanti interessi passivi che l’azienda è tenuta a sborsare.
Il ruolo delle banche Stando alle ipotesi che in queste ultime ore hanno preso corpo, le banche – con un ruolo centrale di Unipol – avrebbero offerto la propria disponibilità ad affittare l’azienda, lasciando la gestione in mano all’attuale proprietà, senza però escludere una revisione radicale del management. La stessa proprietà, secondo il piano, dovrebbe versare una cifra annuale – stimata attorno ai tre milioni di euro – al pool di istituti pronti a farsi carico dell’operazione. L’ultima parola in merito spetterà comunque al giudice fallimentare. Se tutto ciò dovesse andare in porto, per l’azienda potrebbe aprirsi un periodo caratterizzato da ristrutturazioni, sia sul fronte degli impianti che del personale, ritenute in qualche modo necessarie per restituire una prospettiva.
Iniziative Intanto prosegue senza sosta la lotta portata avanti dai lavoratori, insieme a sindacati e istituzioni. Venerdì mattina una delegazione è stata ricevuta in prefettura. Sabato, alle ore 15, si terrà un consiglio comunale straordinario al centro congressi del parco della fonte. Sarà questa l’occasione per fare il punto della situazione anche alla luce delle novità emerse. Ulteriore testimonianza di come la comunità si sia stretta attorno a una questione cruciale per il proprio futuro, è il fatto che la presentazione della 40° edizione della Giostra dell’Arme, prevista per sabato mattina alle 11.30, avverrà proprio davanti ai cancelli della fabbrica. Un modo, da parte dell’Ente Giostra, per esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori in lotta.
