di Marco Torricelli
Rientrata. Su una delle poche ‘crisi di giunta a sostegno del sindaco’ che si ricordino, quella che si era aperta al Comune di San Gemini, con le polemiche dimissioni di tre assessori su cinque, lunedì prossimo verrà scritta la parola fine.
Niente rimpasto Il sindaco, Leonardo Grimani, riassegnerà le stesse deleghe di cui erano già titolari, a Fausto Proietti (che era pure vice sindaco), Luciano Bisonni e Roberto Francescangeli – i tre assessori che si erano dimessi «per sostenere il sindaco» – mentre nulla cambierà per gli altri due: Mimma Trotti e Massimo Morozzi. Ma «è evidente – dice Grimani – che dovremo partire da quanto accaduto per fare una valutazione, serena quanto approfondita, sulle possibili iniziative da prendere per una riorganizzazione della macchina amministrativa». E ci sarà, anche, «un confronto, serio, con tutte le forze politiche che sostengono questa maggioranza, in modo da affrontare con nuovo slancio questi ultimi mesi (anche a San Gemini si voterà in primavera; ndr) del nostro mandato amministrativo».
Correzioni In arrivo, insomma, ci potrebbero essere diversi aggiustamenti: quanto accaduto durante la ‘Giostra dell’arme’ – polemiche sulle misure di sicurezza e su presunte irregolarità – potrebbero determinare una serie di interventi «tesi – spiega il sindaco – a superare quelle situazioni di indeterminatezza che hanno messo l’amministrazione e l’Ente giostra in una posizione difficile, proprio nei giorni topici dell’evento più importante dell’anno per la nostra comunità, che è stato addirittura messo in discussione».
La convenzione Tra gli argomenti in discussione, anche se il sindaco di San Gemini preferisce glissare («prima di parlarne – dice Leonardo Grimani – credo sia giusto che io mi confronti con gli assessori e, anche, con il sindaco di Acquasparta») ci sarebbe, oltre alla riorganizzazione dell’ufficio tecnico comunale, anche la convenzione stipulata con il Comune di Acquasparta per la gestione del servizio di polizia municipale. Il servizio viene svolto, attualmente, da cinque vigili, il comandante e altri quattro, che si occupano di entrambi i territori comunali, ma proprio durante la ‘Giostra’ si sarebbero acuite tensioni da tempo latenti.
La ‘Giostra’ Polemiche e tensioni a parte, però, il sindaco di San Gemini si dice «soddisfatto per com’è andata la ‘Giostra dell’arme’ e per l’ottimo lavoro fatto; del quale grande merito va dato all’Ente giostra, che ha dato l’ennesima dimostrazione di passione e professionalità; per portare a termine un’edizione come quella di quest’anno che, oltre a doversi confrontare con problemi di bilancio notevoli, è stata anche caratterizzata dagli episodi spiacevoli che hanno determinato le tensioni che, per fortuna, si stanno risolvendo».
La Sangemini Diverso e molto più preoccupato, il tono, quando si affronta il tema della Sangemini: «La data del 4 novembre si avvicina – dice Leonardo Grimani – e siamo ancora in attesa di sapere se ci saranno manifestazioni di interesse concrete da parte di quei gruppi o di quei singoli imprenditori che si erano fatti avanti». Si era detto che queste ore potevano essere decisive e che un gruppo del nord Italia fosse pronto a presentare un progetto complessivo – relativo a tutti i prodotti della Sangemini, compreso il settore Fruit – con una strategia comprendente produzione e commercializzazione: «Sì – conferma il sindaco – si era detto, ma io non so se questa iniziativa si è concretizzata».
L’intervento Proprio sulla vertenza Sangemini c’è da registrare l’intervento del capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, che sollecita la Regione a vigilare «sulle cordate e i possibili acquirenti interessate a rilevare il gruppo: i piani industriali, così come le strategie di sviluppo, dovranno salvaguardare al massimo possibile i livelli occupazionali e il rilancio dell’azienda. In un momento come questo è importante che la Sangemini sia venduta a imprenditori seri che offrano garanzie ad una realtà importante del nostro territorio».
