di Marco Torricelli
Una giostra. Ma ben poco divertente. Soprattutto perché la vicenda è legata a quella vera, alla ‘Giostra dell’arme’, l’evento più importante dell’anno, per San Gemini – quella che è in corso di svolgimento, peraltro, è l’edizione numero 40 – e rischia di provocare un autentico terremoto politico.
Le dimissioni Tre assessori – Fausto Proietti, che è pure vice sindaco, Luciano Bisonni e Roberto Francescangeli – sui cinque che compongono la giunta di centro-sinistra che affianca il sindaco, Leonardo Grimani, hanno rimesso il proprio mandato nelle mani dello stesso sindaco. Aprendo, di fatto, la crisi. Ma la cosa più clamorosa è che le dimissioni, una volta tanto, non sono un atto di sfiducia nei confronti del primo cittadino, ma, dicono i tre, un gesto a sua difesa. E di sfida verso chi, questa sarebbe la loro versione, sta utilizzando la manifestazione per obiettivi tutti da definire, ma che si intuiscono.
I fatti All’origine della clamorosa presa di posizione ci sarebbero una serie di fatti che, negli ultimi giorni, avrebbero messo a repentaglio, addirittura, il prosieguo della ‘Giostra dell’arme’ che, iniziata il 28 settembre scorso, dovrebbe concludersi domenica 13 settembre. Dovrebbe, appunto. Perché sulla manifestazione sono piovute una serie di contestazioni – relative essenzialmente alle norme di sicurezza – indirizzate al comando dei vigili urbani (che lavorano sulla base di un accordo intercomunale tra San Gemini ed Acquasparta) e da questi inoltrate ai carabinieri e ai vigili del fuoco. Con tanto di ispezioni, sopralluoghi e, per permettere che la festa andasse avanti, assunzioni di responsabilità personali da parte del sindaco.
La crisi La sensazione, dicono fonti vicine all’amministrazione, è stata subito quella di una polemica messa in piedi per creare difficoltà al sindaco (il mandato di Leonardo Grimani scadrà la primavera prossima e lui è intenzionato a ricandidarsi), sfruttando la grande visibilità che la ‘Giostra dell’arme’ garantisce. Da qui, la mossa clamorosa di Fausto Proietti, Luciano Bisonni e Roberto Francescangeli: «Diamo le dimissioni – questo è, più o meno, il senso della lettera inviata al sindaco – perché non vogliamo che tu sia messo sulla graticola». La crisi di giunta, infatti, mette in discussione la stessa ‘Giostra’ che, com’è noto, non è solo una bellissima rievocazione storica, ma rappresenta un elemento decisivo per l’economia del piccolo centro che, peraltro, è alle prese con la drammatica crisi della sua azienda più importante, la Sangemini.
Il sindaco Lui, Leonardo Grimani, è una persona notoriamente mite e, nella giornata di giovedì è rimasto in silenzio. Ma gli amici raccontano di averlo visto «amareggiato e molto, ma molto arrabbiato», per quello che avrebbe considerato «un autentico colpo basso». Forse inferto da chi si sta preparando alla prossima campagna elettorale.
Le reazioni Per la giornata di venerdì è previsto, per cominciare, un chiarimento tra Grimani; il sindaco di Acquasparta, Roberto Romani e il comandante dei vigili urbani (c’è chi arriva ad ipotizzare che venga rimesso in discussione il ‘consorzio intercomunale’ per la gestione del servizio); poi è probabile che il primo cittadino veda i tre assessori ‘dimissionari per solidarietà’ e tenti di convincerli a tornare sui propri passi.
La ‘Giostra’ Per le 12,30, intanto, è stata convocata una conferenza stampa congiunta – tra il Comune di San Gemini e l’Ente giostra – per fare il punto sulla vicenda: una sospensione della manifestazione – anche giovedì sera San Gemini era gremito di gente e le ‘taverne’ hanno lavorato a pieno regime – equivarrebbe ad un autentico bagno di sangue. Che non sarebbe perdonato ai responsabili.
