La ricostruzione grafica del progetto

di Daniele Bovi

Carte bollate su carte bollate e confusione. Verrà discusso mercoledì mattina in via Baglioni, a Perugia, il ricorso di fronte al Tar dell’Umbria presentato dall’Adisu contro l’ormai nota lettera della Soprintendenza sul caso San Bevignate, il nuovo collegio di fronte alla storica chiesa cittadina i cui lavori (allo stadio preliminare) sono fermi a causa delle accese proteste delle scorse settimane. A parlare del ricorso è il candidato sindaco di Perugia Urbano Barelli nel corso di un incontro che si è tenuto lunedì pomeriggio nella sede del suo comitato elettorale in via dei Priori.

TUTTI I DETTAGLI DEL PROGETTO
STOP LAVORI COSTEREBBE ALMENO 1,2 MILIONI

Il ricorso «Il ricorso – ha detto Barelli – è stato fatto dall’Agenzia contro la lettera della Soprintendenza, e in giudizio contro quest’ultima si è costituita anche l’impresa che ha vinto la gara e che chiede l’accoglimento del ricorso». In quelle pagine in realtà la Soprintendenza non ordinava nulla, tantomeno una sospensione dei lavori: tra le altre cose infatti si metteva in evidenza  che, secondo gli uffici, l’autorizzazione paesaggistica non era più valida. Un’interpretazione che non ha convinto l’amministratore unico dell’Adisu Maurizio Oliviero, che in una conferenza stampa ha sostenuto il contrario.

IL CONSIGLIO COMUNALE SCONFESSA LA VARIANTE
L’ASSEMBLEA DI PROTESTA DEI CITTADINI

Sospensione della sospensiva Fatto sta che quella lettera suona come una sorta di sospensiva, anche se formalmente non c’è nulla di tutto ciò, e allora ecco il ricorso dell’Adisu e con lei della ditta che ha già di fronte a San Bevignate, dove i lavori sono fermi, ruspe e operai. «Mercoledì in pratica – dice il candidato sindaco con un gioco di parole – si deciderà se sospendere la sospensiva». Barelli sul tavolo ha un fascicolo con le carte che è riuscito a mettere insieme in queste ultime settimane: «L’Adisu – spiega – i documenti non ce li ha dati, scrivendo che serve una motivazione per l’accesso agli atti. È evidente che non vogliono fare chiarezza anche perché il Comune quei pochi che aveva ce li ha dati. Quindi quello che vale per l’uno non vale per l’altro?».

VIDEO – LE RUSPE AL LAVORO
VIDEO – L’ASSEMBLEA IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Il tavolo fantasma C’è poi la questione del tavolo istituzionale (convocato dopo le feroci polemiche e la cui unica riunione risulta essere quella di metà marzo) tra tutti gli enti interessati che per qualcuno esiste mentre per altri no. Nelle settimane scorse Barelli, non ancora ufficialmente candidato, aveva chiesto di farne parte: Italia Nostra e gli altri comitati infatti volevano prendere parte alla discussione insieme a Comune, Adisu, Università e Regione. «Il Comune nella sua risposta – dice Barelli – ci scrive che “non risultano tavoli istituzionali”, mentre l’Università, oltre a spiegare che il progetto del collegio “non è mai stato approvato dagli organi dell’Ateneo”, sostiene che “nulla osta rispetto alla partecipazione al tavolo della signoria vostra”».

Il sospetto Il candidato di «Perugia Rinasce» e «CReA Perugia» ha quindi un sospetto, ovvero quello che «tutto ciò sia funzionale ad andare avanti coi lavori. Sembra poi che il ministero dell’Istruzione abbia dato parere negativo sulla trasferibilità del finanziamento che serviva per la realizzazione del collegio. Io vedo a questo punto il rischio che tra un po’ vengano fuori a dirci un “ci dispiace, ma abbiamo le mani legate”».

Twitter @DanieleBovi

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