di Dan. Bo.
«Cercare di limitare i danni sofferti da migliaia di cittadini che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate presso le banche interessate dal decreto del Governo di dieci giorni fa». È questo lo scopo di due emendamenti presentati dai parlamentari umbri del Pd Verini, Sereni, Ascani e Giulietti insieme ai colleghi delle altre regioni coinvolte dal salvataggio di Cariferrara, CariChieti, Banca delle Marche e Banca Etruria. Con il primo si mira in sostanza a creare una sorta di fondo sociale (con intervento statale e del sistema bancario) per risarcire per quanto possibile quei cittadini che, «in assoluta buona fede, hanno accettato di sottoscrivere le obbligazioni proposte dalla banca di fiducia e che ora si sono trovati con i propri piccoli investimenti volatilizzati».
Gli emendamenti Il secondo, più specifico, prevede di far confluire a favore degli stessi obbligazionisti e poi degli azionisti pro quota quanto verrà ricavato dalle azioni giudiziarie in atto o in itinere nei confronti di responsabili di queste situazioni. «Sono atti doverosi – dice Verini – per venire incontro a quei cittadini che si sono fidati di banche, di filiali di funzionari del proprio territorio, del proprio paese, della propria frazione. Sono pensionati, piccolissimi imprenditori, che non meritano questa situazione». «Con il decreto – aggiunge il deputato dem – noi parlamentari del Pd pensiamo che il Governo, nei rigidissimi vincoli europei, abbia evitato il fallimento delle banche, che avrebbe travolto anche i depositi, i conti correnti. Che avrebbe provocato tante centinaia di licenziamenti. Ma gli effetti collaterali, che non dipendono certamente dal Governo, ma dall’azione e dalla direzione di quegli istituti di credito, hanno provocato quelle tragedie, per le quali è giusto cercare di porre il più possibile rimedio».
CGIL E FEDERCONSUMATORI SUL PIEDE DI GUERRA
Addio ai risparmi In migliaia (difficile al momento stimare il numero dei clienti umbri coinvolti) hanno visto ‘sparire’ i risparmi investiti, più o meno consapevolmente, in bond e obbligazioni spesso vendute allo sportello; obbligazioni che, in base al meccanismo di salvataggio (che di fatto anticipa il nuovo bail-in, in base al quale a pagare, fino all’8 per cento delle passività, sono gli azionisti, gli obbligazionisti junior e senior, i correntisti e non più lo Stato), sono state interamente svalutate e che ora si trovano nella cosiddetta bad bank, una ‘scatola’ che contiene queste sofferenze bancarie e quelle che stanno vivendo molti risparmiatori umbri, che si incontreranno sabato alle 15.30 al teatro Don Bosco di Gualdo Tadino in un’assemblea indetta da Federconsumatori Umbria. A febbraio invece le ‘nuove’ banche, ripulite, rinnovate e con dentro i soldi necessari per operare (3,6 miliardi dati dalle più importanti banche italiane), finiranno all’asta per la quale ci sarebbero già alcuni pretendenti.
Esposto Fatto sta che per la prima volta gli obbligazionisti, spesso inconsapevoli dei rischi, vedono azzerato il proprio capitale. Le obbligazioni subordinate infatti possono essere rimborsate solo, appunto, in subordine rispetto ad altri titoli, ovvero le obbligazioni senior, maggiormente protette. Senza queste ultime addio tfr, risparmi e altri piccoli investimenti. Venerdì intanto si è mosso anche il Codacons che attraverso i propri avvocati ed esperti ha dichiarato di voler presentare degli esposti alle procure della Repubblica di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona. A queste «chiederemo – è detto in una nota – di aprire una indagine sulle ipotesi di reato di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali». Ai magistrati inoltre viene chiesto di verificare «le responsabilità degli organi istituzionali in relazione all’attività di vigilanza svolta sugli istituti di credito».
Vegas Del caso ha parlato in queste ore anche il presidente della Consob Giuseppe Vegas, secondo il quale «i risparmiatori erano informati» sui rischi che si corrono a proposito delle obbligazioni subordinate. «Da dieci anni – ha detto – abbiamo fatto inserire nel prospetto dei bond subordinati un avviso che c’era un profilo di rischio». Ai giornalisti Vegas ha mostrato il prospetto informativo di un bond di Banca Etruria in cui si dice che l’investimento «comporta per gli investitori il rischio che in caso di liquidazione o di sottoposizione a procedure concorsuali la massa fallimentare riesca a soddisfare soltanto i crediti che debbono essere soddisfatti con precedenza rispetto alle obbligazioni subordinate e che pertanto lo stesso possa conseguire perdite in conto capitale di entità più elevata rispetto ai titoli di debito non subordinati».
Twitter @DanieleBovi
