di Vincenzo Diocleziano
I gruppi consiliari di maggioranza del Comune di Perugia hanno presentato in conferenza stampa, nella Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, un ordine del giorno che mira a garantire un salario di almeno 9 euro lordi all’ora per i lavoratori impiegati in appalti e subappalti che coinvolgano l’amministrazione comunale.
I dati Come evidenziato durante il dibattito, il lavoro, oggi, non è più sinonimo di benessere. Dati Eurostat del 2022 hanno mostrato che il 10,8% dei lavoratori italiani si trova nella condizione di “lavoratori poveri”, cioè persone che, nonostante un’occupazione, non riescono a garantirsi una vita dignitosa. «È un’ingiustizia sociale e generazionale», hanno affermato i sostenitori dell’iniziativa.
La proposta La proposta nasce – come ha spiegato Francesca Pasquino, consigliera Pd – dall’iniziativa dei partiti della coalizione di centrosinistra perugina, successivamente accolta da tutte le forze di maggioranza presenti in Consiglio. La richiesta principale riguarda l’introduzione di una soglia minima di 9 euro lordi all’ora per i lavoratori coinvolti in appalti e subappalti comunali. Proposta anche l’istituzione di un tavolo tecnico specifico per individuare ulteriori clausole a favore di chi garantisce migliori condizioni economiche e maggiori tutele per i lavoratori negli appalti. Inoltre, i firmatari dell’ordine del giorno chiedono al Comune di Perugia di sostenere, attraverso l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), in tutte le sedi istituzionali e con i sindacati, atti e misure che portino all’istituzione di un salario minimo legale a livello nazionale. Infine, si richiede che l’odg venga inviato alla presidenza del Consiglio dei ministri e alle presidenze di Camera e Senato per sollecitare una rapida approvazione di una legge nazionale sul salario minimo.
Dichiarazioni Lorenzo Falistocco, delegato dalla sindaca Ferdinandi alle politiche per il lavoro, ha sottolineato come l’introduzione del salario minimo comunale sia un gesto concreto a sostegno dei lavoratori coinvolti negli appalti pubblici e rappresenti un segnale forte per il governo nazionale. «Il messaggio è semplice: basta lavoro povero», ha dichiarato. «Questa maggioranza indica una direzione politica chiara al governo: lavorare non può più significare non raggiungere un livello di benessere adeguato» ha sottolineato il consigliere Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo. Lorenzo Mazzanti, capogruppo di Pensa Perugia, ha rimarcato come questa iniziativa dia seguito alle promesse elettorali fatte ai cittadini e ha ricordato che il salario minimo è già presente nella maggior parte dei Paesi Ocse. Riccardo Vescovi ha parlato di una «battaglia per la dignità delle persone», esprimendo la fiducia che le risorse necessarie per sostenere l’implementazione del salario minimo comunale saranno trovate.
L’ordine del giorno, sarà presto discusso nella quarta commissione consiliare. Se approvato, potrebbe non solo migliorare le condizioni economiche dei lavoratori coinvolti negli appalti pubblici, ma anche contribuire a un dibattito nazionale su una legge per il salario minimo, considerato dai proponenti uno strumento essenziale per contrastare il lavoro povero e le disuguaglianze sociali in Italia.
