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Foto Fabrizio Troccoli

La Regione si impegna formalmente per l’attività di monitoraggio e di coordinamento della crisi economica nel territorio regionale. E’ quanto annunciato questa mattina da Giancluca Rossi, assessore allo sviluppo economico. Da un altro fronte il presidente Catiuscia Marini invece solleva la questione energetica, cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, invitando ad una maggiore sensibilizzazione. Andiamo per grado.

Crisi economica. Nuovi indirizzi operativi per la gestione regionale dei Tavoli di crisi di impresa sono stati deliberati dalla Giunta regionale dell”Umbria. Le procedure adottate dall”esecutivo – è scritto in un comunicato della Regione – riguardano, nello specifico, la gestione regionale dei Tavoli di crisi, il supporto alla risoluzione di crisi reversibili di impresa ed il monitoraggio delle crisi. ”L”atto – ha spiegato Rossi – disegna una modalità condivisa di gestione delle crisi, tra assessorato regionale allo sviluppo economico, Gepafin spa e Sviluppumbria spa, ed è un primo passo teso all’aggiornamento dello schema di intervento per la gestione delle crisi reversibili di impresa contenuto nel Protocollo d’intesa Regione-banche sottoscritto il 29 luglio 2003.

Il percorso individuato. “Considerati i diversi soggetti ed interessi coinvolti, e viste le rilevanti situazioni di crisi aziendale che si sono manifestate nella regione con l”aggravarsi della crisi economica nazionale e mondiale, abbiamo voluto delineare un percorso operativo ed un quadro di procedure per evitare sovrapposizioni e duplicazioni che spesso minano la fiducia dei lavoratori, dei cittadini e delle imprese”. “In questi anni – ha spiegato l”assessore – le istituzioni ed il sistema produttivo dell’Umbria hanno affrontato la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi ed i soggetti interessati hanno dovuto gestire il tutto con strumenti di intervento e risorse estremamente limitati rispetto alla pesanti ricadute in termini sociali ed occupazionali. Nel 2003, per ovviare a tale situazione, si sottoscrisse un Protocollo d”intesa tra la Regione Umbria e la maggior parte delle banche presenti nel territorio per favorire interventi coordinati ed organici che consentissero di intervenire nelle situazioni di crisi.

Le aziende che possono ricorrere allo strumento. La gestione regionale dei Tavoli di crisi e la procedura di gestione di crisi reversibili, è attivata dalla Regione per le imprese in difficoltà aventi sede in Umbria e con almeno trenta dipendenti. Sono interessati, oltre alla Regione ed alla apposita struttura costituita da Sviluppumbria e Gepafin, le istituzioni locali, i rappresentanti dell’impresa, delle rappresentanze sindacali dei lavoratori e delle organizzazioni degli imprenditori. In presenza di situazioni che evidenziano crisi reversibili, la gestione tecnica della procedura è affidata alla struttura coordinata da Sviluppumbria. Anche il monitoraggio delle crisi è affidato alla stessa struttura che si rapporterà con l”assessorato regionale.

Ruolo di coordinamento. La Regione infatti svolgerà una funzione complessiva di coordinamento e di attivazione di tavoli presso la task force del ministero e di strumenti di livello nazionale, come per esempio il Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà. L”assessore allo sviluppo economico, infine, anche attraverso le strutture e le società regionali interessate, tiene rapporti con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, convoca e presiede, se necessario, i Tavoli formali di gestione della crisi

Marini, appello ai Comuni per ridurre le emissioni. “Si può fare di più”

“Anche i Comuni umbri possono e devono fare la loro parte affinché si riduca il più possibile il livello di emissioni inquinanti, si risparmi energia elettrica e la si produca sempre più facendo ricorso a fonti rinnovabili”‘. E’ quanto afferma il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini che ha inviato, a tutti i sindaci dei comuni ed all”Anci dell’Umbria, una lettera con la quale si sollecita l’adesione al ”Patto dei sindaci”. “Una iniziativa che mira – si spiega in un comunicato della Regione – al coinvolgimento attivo delle città europee, nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale, promossa dalla Commissione Europea, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla stessa Unione per il 2020, in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, di maggiore efficienza energetica e di maggior utilizzo di fonti energetiche rinnovabili”.

I benefici del Patto. ”Il Patto – scrive Marini – rappresenta un esempio straordinario di accordo concluso tra Comuni, Regioni ed altri enti subnazionali nel quadro di obiettivi comuni atti a migliorare la qualità della vita dei cittadini nelle città europee. Le città e le comunità locali si confermano infatti i luoghi ideali dove proporre ma soprattutto realizzare progetti avanzati di politiche energetiche tese a limitare i consumi, a favorire il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, per affrontare le sfide poste dalla crisi climatica”. “La firma e l”adesione al Patto dei sindaci presuppone – è detto ancora nella nota – la successiva definizione di un ‘Piano d’azione’ per l”energia sostenibile basato su progetti concreti e realizzabili nei prossimi anni.

I risultati umbri. “L’Anci Umbria, unitamente all’Agenzia per l”energia e l”ambiente della Provincia di Perugia, hanno promosso e fornito assistenza per la redazione e la messa in pratica dei Piani d”azione, nella regione. Dal suo lancio, nel 2008 – spiega Marini -, il Patto dei sindaci è cresciuto fino a comprendere più di 1.800 comuni e città; inoltre al Patto hanno aderito diverse Regioni e associazioni regionali e locali in qualità di ”strutture di sostegno, impegnandosi così a fornire assistenza tecnica e finanziaria ai firmatari. Inoltre in occasione della seconda cerimonia annuale del Patto dei sindaci, la Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di fondi europei supplementari per il finanziamento dei Piani d’azione realizzati a livello locale e regionale (ne cito alcuni a titolo di esempio: programmi Elena, Energia Intelligente per l”Europa, Jessica, Jaspers e lo stesso Fesr). Per questi motivi – conclude Marini desidero, in qualità di presidente della Regione Umbria e come membro titolare del Comitato delle Regioni, incoraggiare quelli tra voi che non fanno ancora parte del Patto ad esplorare la possibilità di aderirvi a titolo di città o Comune firmatario”

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