di Ma. Gi. Pen.
Preservare e mettere in sicurezza la Rocca Albornoz di Piediluco evitandone il deperimento, migliorarne la fruizione e, tenendo conto delle difficoltà di accesso, consentirne comunque una valorizzazione turistica. Questo l’obiettivo della Provincia di Terni che ha approvato l’avviso di manifestazione di interesse per la presentazione di proposte di project financing. L’iniziativa punta all’affidamento della progettazione esecutiva, della realizzazione e della gestione dell’intervento di restauro conservativo e valorizzazione della Rocca.
Restyling Rocca Albornoz di Piediluco: l’avviso La Provincia ha firmato la determinazione che approva l’avviso di manifestazione d’interesse lo scorso dicembre. L’avviso, come detto, è finalizzato a sollecitare la presentazione di proposte di project financing da parte di operatori economici potenzialmente interessati. «Il proponente, potrà disporre discrezionalmente, per lo sviluppo della propria proposta, di uno dei tre progetti di fattibilità tecnico economica risultati finalisti del concorso di progettazione indetto in precedenza – si legge nell’avviso -. Il progetto di fattibilità tecnico economica potrà essere modificato o potrà esserne redatto integralmente uno ex novo purché, in entrambi i casi, ciò avvenga nel rispetto della scheda tecnica del bando di gara relativamente alla progettazione della fase concorsuale al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi imposti dall’amministrazione provinciale».
La storia Il documento allegato alla determinazione di Palazzo Bazzani riporta anche la “storia” dell’immobile e la situazione giuridica: «La Rocca di Piediluco, complesso monumentale risalente ai secoli XIII – XIV, allo stato di rudere, ubicato sulla sommità del monte sovrastante il borgo di Piediluco in posizione di forte emergenza rispetto al sistema
paesaggistico fu acquistato dalla Provincia di Terni negli anni ’60 ed è stato oggetto tra il 1989 e il 1995 di tre interventi di consolidamento e restauro conservativo che hanno reso praticabili alcuni ambienti del mastio e del piano terra della rocca Albornoziana (di Blasco) e hanno reso parzialmente accessibile la rocca dei Brancaleoni».
