L’associazione Afad, storica realtà ternana che rappresenta centinaia di famiglie e persone con disabilità, ha rivolto una forte denuncia all’assessora al Welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, riguardo ai ritardi nell’erogazione dei contributi relativi ai Progetti di Vita Indipendente. La posizione dell’associazione è stata espressa in una lettera aperta, diffusa pubblicamente dopo alcuni articoli apparsi recentemente su organi di informazione locali. Intanto l’assessora, in una nota, ha espresso massima disponibilità a incontrare le famiglie.
Vita Indipendente Terni Secondo Afad, nonostante l’assessora abbia dichiarato che tutti i progetti siano stati accolti e che i finanziamenti sarebbero stati estesi a 18 mesi, nella realtà risulterebbero impegnati fondi per soli 11 mesi e 23 persone sono in lista d’attesa, generando incertezza e difficoltà per le famiglie che si affidano a questi contributi per garantire l’autonomia dei propri cari. L’associazione contesta apertamente quanto dichiarato dall’assessora circa la mancata consegna della documentazione da parte degli utenti come causa dei ritardi. Afad afferma che i propri iscritti hanno più volte sollecitato chiarimenti ai servizi competenti senza ottenere risposte fino all’intervento mediatico, sottolineando l’assenza di un’efficace comunicazione e confronto istituzionale.
Rems Un altro punto critico mosso riguarda la gestione dei servizi per la salute mentale e la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Afad critica l’orientamento verso la creazione di nuovi centri diurni e l’aumento dei posti residenziali, piuttosto che il potenziamento dell’assistenza domiciliare e dei servizi sociali, ritenendo che tali iniziative rischino di andare contro il principio di deistituzionalizzazione sancito dalla legge Basaglia, che mira all’inclusione e all’autonomia delle persone con disabilità mentale. L’associazione evidenzia inoltre una confusione nella gestione e nella comunicazione riguardo agli strumenti di supporto: il “Progetto di Vita” e il “Progetto di Vita Indipendente” risultano spesso mescolati, nonostante siano due strumenti distinti con funzioni diverse, elemento che, secondo Afad, riflette una scarsa padronanza del tema da parte dell’assessorato.
Afad chiede confronto pubblico Afad invita quindi l’assessora Altamura a un confronto pubblico immediato e trasparente, affinché si possano chiarire questi aspetti e garantire diritti reali alle persone con disabilità e alle loro famiglie, auspicando una revisione delle priorità verso modelli più efficaci di inclusione e autonomia, in linea con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Il presidente di Afad, Delfina Dati, conclude la lettera esprimendo la ferma determinazione dell’associazione a far sentire la voce delle famiglie, chiedendo procedure più rapide, chiare e rispettose dei diritti.
Altamura La lettera di Afad è arrivata alla nostra redazione il 27 agosto. Il 26, l’assessora Altamura in una nota ha dichiarato: «Per quanto riguarda i progetti di vita indipendente ho sempre posto al centro del mio operato l’ascolto e la vicinanza ai cittadini, e anche in questa circostanza confermo la massima disponibilità ad incontrare ogni singola famiglia che dovesse lamentare criticità nei pagamenti, così da verificare insieme agli uffici lo stato delle rispettive domande. Evidenzio che comunque gli uffici hanno solertemente contattato tutti coloro che avevamo manifestato problemi in merito alla fruizione del sussidio e che nel frattempo si sta procedendo con i pagamenti, comunque in regime di anticipazione di cassa da parte del Comune. Tale scelta nasce dalla volontà di garantire trasparenza, chiarezza e soluzioni concrete, dimostrando ancora una volta come l’assessorato operi quotidianamente con impegno e responsabilità per sostenere le persone e le famiglie che affrontano situazioni delicate. Invito pertanto tutti i cittadini interessati a contattare lo 0744549416 per concordare un appuntamento, convinta che il confronto diretto rappresenti lo strumento più efficace per chiarire eventuali problemi e individuare percorsi risolutivi».
