Ritardi, mancanza di trasparenza e priorità sbagliate. Dalle analisi del comitato Vita da pendolare Terni emerge che nelle ore pomeridiane i treni regionali registrano ritardi medi del 19%, con punte fino al 34%. «Trenitalia continua a privilegiare l’alta velocità, relegando i treni regionali a un ruolo secondario, in aperta contraddizione con il contratto di servizio che dovrebbe garantire priorità ai pendolari nelle fasce di punta e nei collegamenti con Roma, 100 chilometri sembrano 300».
«I cittadini – denunciano – devono fare i conti con ritardi cronici, convogli obsoleti e informazioni poco trasparenti. Una condizione che non è più solo un disagio per chi si sposta quotidianamente, ma una vera e propria emergenza sociale ed economica che rischia di isolare l’intera regione. Un isolamento ancor più grave se si considera che l’Umbria è stata recentemente inserita tra le aree svantaggiate del Mezzogiorno, riconoscimento che avrebbe dovuto tradursi in un impegno concreto per rafforzare i collegamenti e sostenere la crescita del territorio. Invece, i pendolari si trovano di fronte a un sistema ferroviario in continua regressione».
Secondo quanto riferiscono i rappresentanti del comitato, la situazione del trasporto ferroviario in Umbria, considerata insostenibile, è stata al centro di un incontro alla Camera dei deputati promosso da esponenti Pd e M5s, alla presenza dell’assessore Regionale Francesco De Rebotti, al quale non avrebbe preso parte alcun rappresentante delle forze politiche di governo: «Il trasporto pubblico non dovrebbe essere terreno di scontro politico – dichiarano i pendolari – ma una questione di sopravvivenza economica e sociale per l’Umbria. La politica deve farsi carico di questo problema, non ignorarlo».
Partenze ritardate, cambi binario e convogli diversi che si inseriscono in quello assegnato sono alcune delle criticità segnalate. «A rendere tutto più frustrante – denunciano – è la mancanza di informazioni chiare. L’app ufficiale di Trenitalia spesso non segnala i ritardi reali, e i viaggiatori scoprono cambi di percorso o soste prolungate solo una volta a bordo. Una situazione che mina la fiducia dei cittadini e rende impossibile organizzare spostamenti affidabili. La dorsale Roma–Terni–Perugia continua a essere servita da convogli vecchi e lenti, nonostante la Regione Umbria avesse acquistato già nel 2018 dodici nuovi treni ETR 108. A distanza di sette anni, nessuno di questi è ancora entrato in servizio e Trenitalia non ha fornito date certe sulla consegna, né spiegazioni convincenti sui ritardi o sulle penali previste».
«A questa incertezza – proseguono – si aggiunge la mancata formalizzazione della proroga della delibera Art, che dovrebbe tutelare i treni regionali veloci e impedire che vengano dirottati sulla linea lenta. Senza questa garanzia, i pendolari temono che anche i nuovi convogli, quando arriveranno, subiscano lo stesso destino. Sul fronte economico la situazione non è migliore. Gli abbonamenti continuano ad aumentare, mentre i rimborsi per i disservizi restano quasi inesistenti. Le procedure sono confuse, i criteri poco trasparenti e, nella maggior parte dei casi, i pendolari non ottengono alcun risarcimento nonostante i ritardi quotidiani. Anche la Carta Tutto Treno, che un tempo rappresentava una valida alternativa per chi viaggia spesso, è diventata più costosa e meno utile, aggravando ulteriormente il peso economico sulle famiglie umbre. Il risultato di questa situazione è sotto gli occhi di tutti: una regione sempre più isolata. Noi non chiediamo
miracoli, chiediamo rispetto e serietà».
