di F.T.
Mantenere la sede Asl a Terni, sbloccare i 18 milioni di euro stanziati dal governo per la ristrutturazione dell’ospedale Santa Maria, aprire quanto prima la nuova facoltà di Medicina e chirurgia, realizzare l’ospedale unico di Narni-Amelia. Queste le principali richieste avanzate attraverso l’atto di indirizzo approvato in seduta congiunta dal consiglio comunale e da quello provinciale di Terni. Il tema, caldo, è quello della sanità che si intreccia con la richiesta di una riforma regionale che produca un riequilibrio dei due territori provinciali. Un’esigenza avvertita da tempo a Terni e già sostenuta in passato da documenti e atti politici caduti nel vuoto. «Questa volta in discussione c’è la stessa regione che rischia di vedere ridimensionato il proprio ruolo», è stato detto in assemblea.
Il superconsiglio Al «superconsiglio», oltre al sindaco Leopoldo Di Girolamo e al presidente della Provincia Feliciano Polli, erano presenti l’assessore regionale al Bilancio Gianluca Rossi, il presidente del Consiglio regionale Eros Brega, i consiglieri Pdl Raffaele Nevi e Alfredo De Sio e i sindaci di Stroncone, Narni, Amelia e San Gemini. In un dibattito tanto sentito quanto estenuante, fatto anche di posizioni molto diverse (specie sull’opportunità di realizzare l’ospedale di Narni-Amelia), il comune denominatore è rappresentato dall’esigenza di un riequilibrio che porti alla realizzazione di due province anagraficamente omogenee. Questo il nocciolo individuato dai consiglieri. «Nessun campanilismo, ma l’impegno serio nel difendere un territorio perennemente in discussione». L’invito rivolto al presidente della Provincia, al sindaco di Terni e ai sindaci del territorio è di «attivarsi nei confronti della Regione Umbria per mettere rapidamente in atto tutte le possibili azioni dal punto di vista amministrativo e legislativo, affinché le disposizioni si concretizzino tempestivamente».

