La discarica Le Crete di Orvieto

di Daniele Bovi

Lo spettro dell’immondizia lasciata a bordo strada è stato scacciato, la rabbia di alcuni Comuni no. Lunedì mattina si sono riuniti i sindaci che fanno parte del direttivo dell’Auri, l’Autorità unica regionale per i rifiuti e l’idrico, con all’ordine del giorno un solo punto: evitare lo stop della raccolta di parte dei rifiuti a partire dal 2 dicembre. Alla fine il Direttivo ha approvato la delibera con cui si stabilisce che fino al 21 gennaio si potranno portare alcuni rifiuti del Perugino nelle discariche di Belladanza (Alto Tevere) e Le Crete (Orvieto). Dei nove sindaci erano assenti solo quelli di Porano e Terni e a favore hanno votato quelli di Perugia, Corciano (Cristian Betti è anche presidente dell’Ari), Bastia Umbra, Spoleto e Foligno (Mismetti era rappresentato dal collega di Trevi); contrari Città di Castello e Orvieto, i più colpiti da questa decisione. I provvedimenti dunque riescono a passare al secondo tentativo dato che il 28 dicembre anche Spoleto e Foligno avevano votato contro.

PERUGIA, BOLLETTA RISCHIA AUMENTO DI 4 MILIONI

La delibera Auri assicura che la delibera è più stringente e che contiene paletti precisi per Tsa (il gestore dei rifiuti nell’area del Trasimeno) e Gest, richiamate alla celerità così come la Regione. Sul tavolo infatti ci sono i problemi di alcuni impianti, in primis quello di Borgogiglione gestito da Tsa: qui, come ordinato recentemente da Palazzo Donini, va realizzato a valle della discarica un muro di contenimento (una «palificata» in termini tecnici) in grado di conferire maggiore stabilità anche in caso di calamità naturali. Il problema però è che Tsa già nell’ottobre di un anno fa aveva depositato il progetto, ma da allora non se n’è fatto nulla dato che nel frattempo è arrivata una perizia (commissionata da Gest a un esperto del settore) in cui si dice che tutto sommato la discarica è stabile e che quindi la «palificata» non serve. Tsa si è impegnata a presentare il progetto preliminare intorno all’11 gennaio mentre quello definitivo entro la fine di febbraio; e nella delibera di Auri si invita la Regione a fare in fretta quando i documenti saranno sul tavolo.

«EXTRACOSTI, RICHIESTE DI GESENU E TSA SONO LEGITTIME»

Rabbia Castello Come spiegano i tecnici di Auri, su base annua si tratterebbe di ripartire circa 50 mila tonnellate, quindi nell’ipotesi di due mesi più o meno 8.300. In prospettiva però il saldo sarebbe zero: l’accordo di cui si è parlato settimane fa prevede infatti che ogni tonnellata accolta verrà restituita quando il sistema sarà a regime. Quanto detto nella delibera però non convince in alcun modo il presidente della Provincia (e sindaco di Città di Castello) Luciano Bacchetta, che per il 3 gennaio ha convocato sul tema una conferenza stampa a Perugia: «Nell’atto – spiega Bacchetta a Umbria24 – ci sono solo chiacchiere e nessun fatto concreto; noi non possiamo essere le vittime di una mancata gestione del problema. Non siamo campanilisti ma non siamo neppure vassalli». Bacchetta parla la«situazione è «il frutto di una totale mancanza di programmazione. L’impianto di Belladanza è stato concepito per le esigenze dell’Alta Umbra, non può raccogliere i rifiuti di tutta la provincia. Accettiamo quanto deciso per responsabilità, ma questa situazione è intollerabile».

Twitter @DanieleBovi

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