Per chi ha passione sufficiente per i viaggi spaziali da restare sveglio questa notte, c’è la possibilità di seguire in diretta il rientro della missione Artemis II Nasa. La finestra principale è quella tra la notte di venerdì 10 e sabato 11 aprile, con una sequenza di passaggi tecnici ravvicinati che durano meno di un’ora.
Il riferimento principale per la diretta è la Nasa, che trasmette tutto su NASA+ e sul canale YouTube ufficiale, oltre che su piattaforme streaming internazionali. La copertura video comincia con largo anticipo rispetto al rientro vero e proprio. Dal punto di vista pratico, dall’Italia gli orari da tenere a mente sono i seguenti.
LA DIRETTA NASA

Il primo momento da seguire è l’inizio della diretta. La Nasa avvia la copertura diverse ore prima dell’ammaraggio: in genere nel pomeriggio negli Stati Uniti, che corrisponde alla tarda serata italiana. Per chi segue dall’Italia, significa collegarsi già intorno alle 23.30–24.00 per non perdere le fasi preparatorie.
La fase tecnica entra nel vivo poco dopo l’una di notte. Intorno alle 1.30 italiane viene sganciato il modulo di servizio europeo, che si disintegra durante la discesa perché privo di scudo termico.
Il passaggio più critico è quello del rientro in atmosfera. È previsto intorno alle 1.50–1.55 italiane, quando la capsula Orion entra nell’atmosfera a circa 38 mila chilometri orari, trasformandosi in una “palla di fuoco” a causa dell’attrito.
Subito dopo si verifica il cosiddetto blackout delle comunicazioni, che dura alcuni minuti ed è dovuto alla formazione di plasma attorno alla capsula. È una fase normale, ma è anche quella più delicata dell’intera missione.
La discesa dura circa 10-15 minuti complessivi. Dopo il rallentamento, si aprono i paracadute che portano la capsula a una velocità di sicurezza.
L’ammaraggio, cioè il momento più atteso, è previsto intorno alle 2.05–2.10 italiane, nell’Oceano Pacifico al largo della California.
Subito dopo iniziano le operazioni di recupero, visibili in diretta: i sommozzatori raggiungono la capsula, mettono in sicurezza il veicolo e assistono gli astronauti, che vengono poi trasferiti su una nave della Marina americana.
