Firmato il contratto da 4 milioni per la ricostruzione post sisma della chiesa inserita nell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, gravemente colpita dai terremoti del 26 e 30 ottobre. Qui lunedì mattina, tra ciò che resta dei complessi monastici più antichi d’Italia, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, ed Enzo Falcini, della ditta Cesa di Città di Castello, hanno sottoscritto l’accordo che dà di fatto il via ai lavori. Tecnicamente, infatti, manca soltanto la consegna del cantiere, attesa entro ottobre, cui seguirà immediatamente l’avvio dei lavori.
Sant’Eutizio, via alla ricostruzione della chiesa «Soddisfatto» il presule che ha parlato di «un’operazione non semplice, che ha richiesto studi, calcoli e previsioni, per far sì che tutto il complesso possa ritrovare la sua bellezza originaria». Sant’Eutizio «è un luogo di storia e di arte, ma soprattutto è un luogo di fede», ha proseguito Boccardo, ricordando che il complesso monastico «è il simbolo della Valle Castoriana e rimetterlo in piedi pietra su pietra vuole dire ridare un patrimonio prezioso alla vita di questa popolazione». Più articolati, infatti, i lavori per ricostruire l’intera abbazia, motivo per cui il vescovo di Spoleto-Norcia ha auspicato che «presto tutto il complesso abbaziale possa tornare a essere faro di ispirazione per la nostra Diocesi e per i turisti che vengono ad ammirare la bellezza del territorio. Quest’operazione – ha concluso Boccardo – mostra come si possano realizzare cose importanti lavorando insieme». Tra le rovine di Sant’Eutizio anche la presidente Donatella Tesei, secondo cui la firma del contratto e l’imminente avvio dei lavori veri e propri per la sola chiesa è un «risultato frutto del grande lavoro di collaborazione». La governatrice si è poi rivolta alla comunità di Preci, dicendo che «spesso parlando con loro ho percepito uno scoramento, ma da oggi un po’ di ottimismo dobbiamo iniziare ad averlo, perché questi risultati sono uno sprone per fare presto e bene, per ricostruire non solo i luoghi ma anche le comunità».
