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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 20:14

Ricorso per riapertura scuole superiori, Consiglio di Stato: «Regioni depositi valutazione Cts»

Report aggiornato sui contagi tra studenti e personale: sono 36 ossia tre in più della settimana precedente

Studenti fuori da una scuola di Perugia (foto ©M.G.)

di Chiara Fabrizi

Respinge la richiesta di sospendere gli effetti dell’ordinanza 27 del 2 aprile scorso con cui la presidente Donatella Tesei ha confermato la didattica a distanza (dad) per la seconda e terza media, oltreché per le scuole secondarie di secondo grado, ma allo stesso tempo chiede alla Regione Umbria di «acquisire e depositare entro cinque giorni una valutazione del comitato tecnico scientifico (Cts) regionale, aggiornata a non prima del primo aprile 2021, sull’impatto stimato della attività scolastica, tuttora svolta in dad, ai fini del contagio in Umbria».

Consiglio di Stato Così il presidente della Terza sezione del Consiglio di Stato, Franco Frattini, nel decreto con cui ha bocciato la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato ed ex assessore di centrodestra del Comune di Perugia, Francesco Calabrese, per il rientro in classe degli studenti delle scuole superiori. Tuttavia, il giudice con il decreto consente al ricorrente di formulare una nuova richiesta alla luce del documento a oggi mancante, del quale ne viene richiesta la presentazione in tempi molto celeri. Nel provvedimento, poi, è scritto che «con la impugnata ordinanza, la Regione si è adeguata puramente e semplicemente alla disposizione nazionale senza effettivamente richiedere una valutazione scientifica aggiornata del Cts regionale, non ritenendo, per una scelta nel merito qui insindacabile, di cui la Regione stessa porta la responsabilità a tutti gli effetti, di dover introdurre una disciplina locale differente per il settore scolastico».

Domani Cts Per la verità l’Umbria è in zona arancione e per questa fascia di rischio il decreto del governo Draghi, oltre a disporre il rientro in aula di scuole elementari e prima media, così come avvenuto regolarmente in Umbria nelle ultime ore, prevede la ripresa della didattica in presenza anche per le classi seconda e terza media, mentre agli studenti delle superiori devono essere garantite lezioni in classe ad almeno il 50 per cento di loro. Con l’ordinanza 27 del 2 aprile, invece, la presidente Donatella Tesei ha disposto fino all’11 aprile che questi studenti proseguano i corsi in dad fino all’11 aprile: per l’8 aprile, come avviene settimanalmente, tornerà a riunirsi il Cts regionale da cui scaturirà la decisione per la seconda e terza media più scuole superiori. Nei giorni scorsi l’orientamento della Regione era quello di far rientrare in aula anche le altri classi della scuola secondaria di primo grado, mentre di attendere ancora per liceali e studenti degli istituti tecnici.

Pressing dei genitori Una decisione che continua ad agitare i genitori tornati a esprimere con una nota «incredulità e sconcerto» per l’ulteriore slittamento del rientro a scuola dei ragazzi e delle ragazze a partire dalla seconda media: «In Umbria – è la protesta – gli studenti non hanno diritto di tornare a scuola malgrado, per stessa ammissione della presidente Tesei, i dati del contagio sono tali da richiedere la zona gialla e quindi la riapertura di bar e ristoranti».

Report Infine mercoledì è stato diffuso l’ultimo report della Regione con il monitoraggio epidemiologico: al 6 aprile risultano positivi 25 bimbi della scuola dell’infanzia e dieci della primaria (al 26 marzo erano 33), mentre sul fronte del personale scolastico sono quattro i positivi tutti in servizio negli asili (erano 16). Per quanto riguarda i cluster, invece, ne vengono rilevati otto di cui cinque all’infanzia e tre alla primaria (erano 7), mentre sono 489 i contatti stretti di classe per i quali è scattato l’isolamento, di cui 412 concentrati negli asili (erano 268). In termini di classi in isolamento il bilancio del 6 aprile ne segna 26 (erano 19), mentre le “classi in attenzione”, ossia sottoposte a sorveglianza sanitaria e tampone antigienico senza quarantena, sono 20 (erano 10) per 423 “alunni in attenzione” (erano 198).

 

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