di Chiara Fabrizi
«Restituire la basilica di Norcia non significa soltanto riaprire la porta, ma rendere presente un messaggio, quello di Benedetto, che è quanto mai attuale e che questo mondo in bilico, minacciato com’è da tante violenze, dovrebbe riaccogliere». Lo ha detto il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignore Renato Boccardo, a margine della conferenza stampa con cui sono stati presentati gli appuntamenti che anticiperanno la riapertura della chiesa di San Benedetto patrono d’Europa programmata per il 31 ottobre prossimo, nel giorno del nono anniversario del sisma più forte, quello che ha ridotto in macerie la chiesa, lasciando in piedi soltanto la facciata.
Con qualche settimana d’anticipo, infatti, non solo la comunità nursina e umbra, ma il mondo intero, perché i resti della basilica di Norcia sono stati il simbolo del terremoto del 2016, potrà tornare all’interno di San Benedetto, dove i lavori sono praticamente finiti, anche grazie all’intervento di Eni, che con una sponsorizzazione tecnica ha permesso di accelerare il secondo lotto di interventi, prevalentemente relativi a restauri e ricomposizione degli elementi interni. A Palazzo Donini martedì mattina è stato spiegato che il 30 ottobre progettisti e imprese saranno protagonisti di un grande convegno durante il quale saranno ripercorsi gli interventi compiuti all’interno della basilica, dopodiché il 31 ottobre alle 16:30 è in programma la celebrazione eucaristica di dedicazione che sarà officiata dal vescovo Boccardo.
I lavori per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia – è stato spiegato – hanno avuto inizio il 16 dicembre del 2021 e sono stati finanziati per 6 milioni di euro dalla Commissione europea, per 4 milioni dalla struttura commissariale post sisma e 5 milioni da Eni.
«Mi piace pensare che riaprire la basilica di Norcia significhi richiamare l’attenzione sulla sapienza di Benedetto, che lui ha voluto insegnare ai suoi monaci e con la quale ha contribuito alla costruzione del continente che noi abitiamo», ha detto Boccardo, secondo cui «mettere al centro la persona umana, la sua libertà, la sua dignità», «richiedere la collaborazione e l’impegno di tutti per realizzare un progetto comune» e «l’accoglienza che utilizza le differenze per farne una ricchezza» rappresentano «tutti messaggi di Benedetto particolarmente attuali anche per questo mondo in bilico, minacciato da tante forme di violenza e ingiustizia. E quindi riaprire la basilica di Norcia – ha concluso – vuol dire accogliere un messaggio per lavorare insieme nel bene di tutti».
A Palazzo Donini anche il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, che considera la fine dei lavori nel maxi cantiere di San Benedetto «un momento straordinario perché dopo nove anni restituiamo una chiesa simbolo per l’Europa intera». Il primo cittadino ha poi parlato delle «tante iniziative organizzate» a cominciare «dalla marcia della pace del 24 ottobre, quando saremo tutti in piazza San Benedetto a invocarla». Boccanera ha poi evidenziato che «questo è un momento fondamentale per lavorare alla fine della ricostruzione post sisma di Norcia», dove sono in dirittura d’arrivo anche i lavori del palazzo comunale, che si trova sempre in piazza San Benedetto, accanto alla basilica, e anche quelli del teatro, finanziati con l’art bonus da Brunello Cucinelli, a eccezione di una recente variante.
Da capire, invece, se entro la fine dell’anno si riescirà davvero a chiudere anche il cantiere dell’ospedale di Norcia e quello dell’ospedale di Cascia, mentre occorrerà ancora tempo per restituire alla comunità di Norcia il nuovo polo scolastico. A dire, però, che «la ricostruzione è arrivata a un punto di svolta» è stata la presidente Stefania Proietti, secondo cui è vero che i lavori «non sono ancora al termine, perché ci sono da ricostruire ancora tante case e luoghi di socialità, ma stiamo lavorando con grande velocità e vogliamo arrivare nel 2026 con la maggior parte dei cantieri conclusi, primi tra tutti quelli della vita quotidiana, che però passa anche attraverso simboli e spiritualità, come la basilica di Norcia, che sono altrettanto importanti per una comunità».
«Non abbiamo solo recuperato la Basilica – ha confermato in videocollegamento il commissario straordinario Guido Castelli – l’abbiamo restituita alla comunità più solida e più sicura, grazie alle competenze professionali in campo, prodotte anche dalle università umbre. Non ricostruiamo dov’era e com’era, noi costruiamo meglio: questo è il messaggio che diamo non solo in riferimento alla Basilica, ma a tutte le 1.200 chiese e uffici di culto che stiamo via via riparando, avendo cura di rispettarne il pregio, ma anche di assicurarne la solennità. In questi giorni sta andando in discussione il riconoscimento di Umbria e Marche come Zona economica speciale e sono sicuro che quanto verrà previsto sarà in grado di accompagnare la ricostruzione e la ripresa economica della Valnerina e delle tante aree interne che caratterizzano le due regioni».
Il programma completo Domani, 8 ottobre, alle 18:30, nella cappella dell’Immacolata in via Anicia, padre Cassian Folsom parlerà di “San Benedetto maestro di vita interiore”. Il 20 ottobre, alle 18.30, nello stesso luogo, don Giovanni Frausini affronterà il tema “Lo spazio liturgico: luoghi, segni e simboli che parlano alla nostra vita”. Venerdì 24 ottobre, alla sala Digipass di via Solferino, ci sarà la presentazione del premio San Benedetto. Il giorno successivo, lungo via della Circonvallazione, la marcia per la pace. Il 27 e 28 ottobre, sempre alla cappella dell’Immacolata si terranno altri due incontri (18:30). Il primo il lunedì con don Andrea dall’Asta su “La basilica cristiana: l’architettura, simbolo del Divino”; il martedì suor Roberta Vinerba parlerà di “Una chiesa di pietre vive”. Mercoledì 29, alle 21, nella stessa cappella, ci sarà invece una veglia di preghiera. Quindi il 30 ottobre, in via della Circonvallazione, dalle 10: l’albero della memoria, piantumazione di un olivo benedetto; capsula del tempo con testimonianze dei cittadini. Nel pomeriggio, come già detto, la presentazione dei lavori al Digipass e poi l’installazione luminosa in piazza San Benedetto. Le giornate del primo e due novembre, oltre alle messe alle 11 in basilica, prevedranno delle visite guidate ai luoghi ricostruiti (dalle 15 alle 17). Il primo alle 10:30 è previsto anche un saluto ai lavoratori dell’edilizia, mentre alle 17 la proiezione e i lavori con bambini a cura di Eni. Alle 18,30 al Digipass, invece, ci sarà un concerto. Concerto previsto nello stesso luogo anche il giorno successivo alle 18.
