Il tabernacolo della cripta di San Benedetto che torna a Norcia (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Altre nove opere terremotate curate nella “clinica” di Santo Chiodo (Spoleto) e ancora una volta con le donazioni arrivate dai privati, «che – ha detto la soprintendente Marica Mercalli – ci permettono di dare continuità, permettendoci di posizionare altri piccoli tasselli nel complesso mosaico delle opere qui ricoverate», circa 6.400. C’è la solidarietà della Fondazione CittàItalia, in collaborazione con Cultura Italiae e We the Italians, dietro all’operazione da 40 mila euro che ha permesso di restaurare anche il tabernacolo eucaristico ligneo del XVIII secolo, salvato dalla cripta della basilica di San Benedetto e ora pronto per essere restituito ai monaci di Norcia.

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Gli altri otto pezzi recuperati resteranno nell’ospedale delle opere d’arte «dove – ha sempre spiegato la Mercalli – si sta valutando la possibilità di liberare alcuni spazi per allestire uno spazio espositivo, così da valorizzare sia l’opera che il lavoro fatto». In questo senso, il segretario generale della Fondazione CittaItalia, Ledo Prato, ha spiegato di aver proposto al direttore della Galleria nazionale di Perugia, Marco Pierini, di esporre una delle nove opere restaurate e di aver ricevuto la disponibilità ad accogliere il tabernacolo a muro dipinto di Sant’Eutizio (Preci): «Valuteremo con cura la disponibilità, ma per valorizzare i restauri – ha detto la Mercalli – dobbiamo tenere anche in considerazione l’alto senso di appartenenza delle popolazioni della Valnerina verso queste opere, dal fortissimo contenuto devozionale».  In questo senso, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, monsignor Renato Boccardo, ha parlato di «restituzione parziale, che sarà totale – ha detto – quando queste opere potranno far ritorno a casa loro e sappiamo che per ciò serve ancora molta pazienza, ma questi restauri per noi e per le comunità rappresentano delle pillole di speranza».

Una cura ricostituente è recentemente arrivata dal Mibact, «con uno stanziamento di 250 mila euro che – ha detto la Mercalli – ci permetterà di intervenire su altre 98 opere, più c’è la quota dell’sms solidale che la Regione ha destinato ai beni culturali». Intanto, con l’aiuto della Fondazione CittàItalia sono state completamente curate le ferite riportate dalla tela Madonna di Costantinopoli di Sant’Eutizio (Preci); la scultura lignea della Madonna del Rosario della chiesa di San Martino a Legogne (Norcia); crocifisso in legno della chiesa di San Pellegrino (Norcia); tabernacolo ligneo Madonna di Loreto di San Leonardo di Montebufo (Preci); tabernacolo eucaristico ligneo della cripta della basilica di San Benedetto di Norcia; tabernacolo a muro dipinto del museo di Sant’Eutizio (Preci); coperchio di Fonte Battesimale della chiesa di San Marco di Norcia; scultura lignea policroma San Procolo della chiesa di San Procolo ad Avendita (Cascia); scultura lignea policroma di Sant’Antonio Abate (secolo XVI) della chiesa di Pescia (Norcia). Ma dalla stessa cordata di privati potrebbe arrivare un nuovo aiuto, come paventato dal presidente della Fondazione CittàItalia, Alberto Improda: «Oggi per noi – ha detto – non è un punto di arrivo, ma di partenza, perché stiamo lavorando a un ulteriore tentativo di finanziamento per sostenere altri restauri». Ce n’è bisogno.

 

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