«La Residenza protetta ‘Creusa Brizi Bittoni’ si è solidificata con il passaggio da ente morale a fondazione, segno di maggiore attenzione verso gli anziani ospitati con la concreta possibilità di ampliare ulteriormente, attraverso il suo nuovo statuto, i servizi a loro offerti. Questo è un segno molto bello ed anche questa struttura va considerata un’opera segno, segno di carità e di speranza della nostra Chiesa». A evidenziarlo è stato il cardinale Gualtiero Bassetti intervenendo a Città della Pieve, nel pomeriggio del 4 dicembre, alla presentazione ufficiale dello statuto della fondazione, la residenza protetta che mosse i primi passi 95 anni fa, come ‘ricovero per vecchi’, nella città dove nacque Pietro Vannucci, detto il Perugino.

Assessore Barberini L’assessore Barberini ha parlato della fondazione come di «una scelta molto intelligente, valida, utile, che non significa aver delegato a un privato il servizio socio-assistenziale della residenza protetta, perché la fondazione è un patrimonio di tutta la comunità che utilizza per garantire la massima qualità delle sue prestazioni. Tutti insieme, Regione, Comune, Chiesa, privato sociale dobbiamo valorizzare al meglio questo tipo di strumento. La scelta dà anche la possibilità di raccogliere risorse e innalzare il livello qualitativo delle prestazioni». La Regione Umbria, ha ricordato l’assessore Barberini, «cercherà di introdurre ulteriori elementi per l’accreditamento regionale, per cercare di provare a garantire il livello qualitativo portato avanti in questi anni». Nel contempo è consapevole che la Regione non può chiedere ulteriore qualità di servizi aggiuntivi quando «ci sono le rette bloccate da dieci anni per le Residenze protette, per le strutture per la disabilità e per quelle di assistenza ai minori, nella consapevolezza – ha detto il rappresentante della Giunta regionale – che sono aumentati i costi di approvvigionamento, per i servizi e per il personale. Anche da questa situazione di stallo si origina la forte difficoltà-criticità del momento attraversata da queste strutture, alle quali le Istituzioni non possono non dare delle concrete risposte. La sfida che porgo anche alla “Creusa Brizi Bittoni” è, da un lato, provare ad aumentare le rette e la residenzialità attraverso il numero dei posti, ma, nel contempo, favorire quelle attività dove non ci sarà solo la residenzialità ma tutta una serie di attività da costruire insieme (pubblico e privato) per provare a sostenere l’anziano a domicilio».

Cosa cambia Il presidente Cappannini, ha voluto «sgomberare il campo da possibili equivoci o fraintendimenti: «Con la scelta fatta non si è inteso creare una realtà avente in un qualche modo finalità di lucro. Nessuno, dagli amministratori a chiunque altro, può trarre personale vantaggio dal nuovo contesto in cui si opererà. Tant’è che – non appena perfezionati gli ultimi adempimenti procedurali – sarà avanzata specifica istanza per ottenere il riconoscimento di Onlus». Lo Statuto della Fondazione dà la possibilità alla Fondazione, come ha spiegato il presidente Cappannini, di «espandere il suo campo di attività ben oltre la sola struttura di accoglienza», in «servizi sociali socio sanitari di natura residenziale e semiresidenziale; prestazioni assistenziali in strutture polivalenti; assistenza domiciliare e domiciliare integrata; assistenza socio sanitaria in regime di diurno integrato; terapia fisica e riabilitazione ad utenti anziani». Il presidente ha fornito dei dati nel rilevare che «attualmente la nostra struttura è classificata come residenza protetta ed accoglie 53 anziani non autosufficienti. Il servizio a loro rivolto, richiede il lavoro di 48 persone. Negli ultimi dieci anni si è dato vita ad un piano di miglioramento che ha comportato oltre 800 mila euro di costi complessivi». Inoltre, nel progetto di ampliamento della struttura «verrebbero attivati 23 nuovi posti letto, con conseguente incremento di almeno 15 posti lavoro. Per fare ciò al momento abbiamo ottenuto dalla amministrazione comunale di Città della Pieve la adozione di una idonea previsione nel piano regolatore sia per quanto attiene all’area che sarà interessata dalla auspicata realizzazione della nuova ala, sia per quanto attiene ad una porzione con destinazione residenziale che dovrà rappresentare il primo zoccolo per il reperimento delle risorse economiche necessarie alla realizzazione dell’ampliamento». Per la realizzazione delle diverse opere di miglioramento, ha precisato Cappannini, «sono risultati di particolare importanza i contributi assegnati dalla fondazione Cassa di risparmio di Perugia; analogamente importante è stata la disponibilità da parte della cooperativa Polis sia nel condividere alcune scelte operative e gestionali sia nell’accordarci favorevoli modalità di pagamento dei propri servizi contrattualizzati. La stessa cooperativa ha manifestato la disponibilità a collaborare quale partner per le future iniziative. Da sottolineare anche il supporto assicurato da banca Bcc Umbria con la erogazione di un contributo annuale».

 

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