In un articolo a firma di Stefano Cappellini, Repubblica valuta come «osceno» il manifesto della marcia della Pace Perugia – Assisi «uno degli appuntamenti più nobili del calendario nazionale». E aggiunge: «Un pugno in faccia. Un affronto. Una vergogna. Dispiace usare termini forti ma è inevitabile». Il contenuto della newsletter ‘Hanno tutti ragione’ fa riferimento all’immagine e al testo del manifesto dell’edizione 2022, in vista della marcia di domenica 24 aprile, che esprimerebbe un messaggio di equidistanza, della manifestazione, dall’aggressore e dall’aggredito.

L’articolo «Guardatelo – scrive Cappellini -. Innanzitutto, lo slogan, “Fermatevi”, che intima lo stop a entrambe le parti come se il conflitto fosse voluto e alimentato da tutte e due. Non un aggredito e un aggressore, bensì due belligeranti sullo stesso piano, l’uno e l’altro decisi a usare la violenza e la sopraffazione. La traduzione visiva dell’immorale tesi della “guerra per procura”, l’idea cara a molti che gli ucraini non stiano combattendo per difendere la loro nazione, la loro democrazia, la pace delle loro vite e delle loro famiglie, ma siano le truppe mercenarie dell’Occidente, degli Usa, della Nato, della Ue. Una tesi che è l’ultimo vilipendio dei cadaveri ucraini, lo sberleffo che nega a chi si difende anche la dignità della propria lotta, però camuffato da intransigenza pacifista, da lotta alla “sporca guerra” in quanto concetto astratto senza nessun collegamento con la realtà, il sangue, la devastazione, gli stupri che l’invasione putiniana ha portato in Ucraina». Quanto all’immagine Repubblica scrive: «Agghiacciante, pura mistificazione: due civili, una mamma e il suo bimbo, terrorizzati da proiettili che provengono da direzione opposta, uno bianco e uno nero, uno vale l’altro, spari paralleli ed equivalenti, nessuna differenza, non sono le vittime di una parte, non sono i trucidati di Bucha, Borodyanka, Mariupol, sono le vittime neutrali – anche qui ideali nel senso di irreali – di due pazzi belligeranti. Già l’appello di convocazione della marcia conteneva questa visione, ma vederla tradotta in manifesto è un vero choc».

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