«Ci siamo sottoposti alla valutazione volontariamente, come primo Ateneo in Italia, e siamo lieti di registrare il positivo giudizio espresso dall’Anvur». Il rettore dell’Università di Perugia venerdì nel corso di una conferenza stampa ha commentato così il giudizio finale che l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha dato dell’Università degli studi di Perugia. Un ateneo visitato da una commissione dal 24 al 28 novembre novembre di un anno fa; in tutto 15 esperti che hanno cercato di capire se il sistema che punta a garantire la qualità dello Studium funziona o no. L’Anvur nel giudizio planato sui tavoli del rettorato a metà novembre parla di «accreditamento condizionato».
Criticità superabili «Sono state rilevate alcune criticità, peraltro minime – ha detto Moriconi – alla cui soluzione stiamo celermente procedendo: il processo di valutazione ci ha dato una ulteriore spinta a migliorarci e ad adottare percorsi virtuosi». Il rettore ha parlato di una «adesione convinta» da parte di tutte le componenti dell’Università e che sono due i problemi da risolvere: «Uno – ha spiegato – relativo alla valutazione dell’apprendimento e uno riguardante il Nucleo di valutazione, entrambi peraltro risolvibili agevolmente nel breve periodo, ed alcune ‘raccomandazioni’ a livello di Ateneo e di corso di studio, al cui aggiornamento stiamo già lavorando». Insomma, nessun allarme.
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Miglioramento Accanto a Moriconi venerdì c’era la professoressa Graziella Migliorati, delegato del rettore per la didattica, e insieme a lei ha evidenziato come siano state riconosciute anche tre segnalazioni di «prassi eccellente», di cui una per la politica per la qualità e due che riguardano il presidio di qualità. «Quanto fatto nei nove corsi sorteggiati – è stato detto venerdì – sarà ora esteso a tutti i corsi di studio attivi, cogliendo pienamente le opportunità di crescita e miglioramento offerte dalla visita per l’accreditamento periodico dell’Anvur». Un’Anvur che ha deciso di tenere a Perugia, ad aprile, il suo primo convegno nazionale sulla valutazione delle Università. «La richiesta di accreditamento – ha continuato il rettore – ci sta consentendo di individuare la migliore modalità di azione per la didattica, per la ricerca, per i servizi agli studenti, nel segno della chiarezza e della trasparenza rispetto all’intera opinione pubblica».
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Diritto allo studio e dialogo Di diritto allo studio e dialogo interculturale invece si parlerà il 10 dicembre nel corso di una tavola rotonda aperta al pubblico dal titolo «Diritto allo studio: un ponte tra culture». L’appuntamento è al 110 Cafè di via Pascoli a partire dalle 18. «Perugia – spiega l’Adisu -, sede di università e di importanti istituti di cultura, può avere l’occasione di giocare un ruolo attivo, ponendosi al centro del dibattito su processi migratori, nuove forme di convivenza, diritti della persona e istruzione come accoglienza dell’altro».
L’incontro Alla tavola rotonda, coordinata da Alessia Chiriatti di Tuttoggi.info, parteciperanno Maurizio Oliviero, commissario straordinario Adisu, il Antonio Bartolini, assessore della Regione Umbria all’istruzione e diritto allo studio, la dirigente Adisu Piera Angeloni, la professoressa Silvia Angeletti, il professor Paolo Belardi, Maria Chiara Locchi dell’Università degli Studi di Perugia, Maymouna Abdel Qadeer, studentessa e scrittrice, Georgette Loussi, studentessa, Khalid W. Shomali, studente e pianista. All’incontro saranno inoltre presenti anche i rappresentanti delle associazioni studentesche, del Forum Regionale dei giovani dell’Umbria e dell’Erasmus Student Network. Al termine dell’incontro buffet e djset.
