di Daniele Bovi
Conti a posto ma tanti, troppi, dirigenti e ‘mini-dirigenti’, così come segnalato anche nel 2013. In estrema sintesi sono questi alcuni dei dati più importanti che emergono dall’udienza pubblica nel corso della quale, venerdì, i vertici della sezione regionale della Corte dei conti hanno riferito della verifica sull’andamento dei conti pubblici della Regione nell’ambito del cosiddetto «giudizio di parificazione del rendiconto generale». Una Regione secondo la Corte che è «tra le più virtuose d’Italia» ma dove ci sono problemi da risolvere. Il procuratore generale Antonio Giuseppone ha spiegato che «patologie gravi» non ce ne sono, ma che «aspetti sui quali riflettere» non mancano. Insomma, luci e ombre.
Troppi dirigenti Guardando a queste ultime nelle 24 pagine della sua requisitoria il presidente della sezione, Salvatore Sfrecola, ha parlato di «non adeguato ridimensionamento di posizioni dirigenziali e organizzative». I numeri sono identici a quelli del 2014: 71 dirigenti e 277 «posizioni organizzative» (nel 2015 ne sono previste 260), quelli che in gergo vengono chiamati ‘mini-dirigenti’. In pratica, la metà dei lavoratori che avrebbero i requisiti per diventare un ‘mini-dirigente’ lo sono, con il risultato che che c’è una posizione organizzativa ogni 2,9 dipendenti. Una situazione che caratterizza anche il consiglio regionale e di fronte alla quale la Corte chiede «incisivi interventi».
Incarichi Matita blu anche per gli incarichi esterni, per i quali serve una «esigenza straordinaria», così come per quelli discrezionali, figure alle quali è comunque richiesta «professionalità». Le spese sono passate da 1,294 milioni del 2013 a 1,475 milioni; soldi, secondo la Regione, per il 73 per cento derivanti da fondi statali ed europei. Quale che sia la fonte però la Corte sollecita un «intervento legislativo» per dare al settore norme trasparenti. Nel mirino anche le spese di rappresentanza che sebbene in calo vengono considerate ancora troppo alte rispetto ai limiti imposti. Complessivamente si parla di 1,3 milioni, dei quali oltre 600 mila euro sono serviti per pagare le mostre fotografiche di Steve McCurry. E infatti, come ha spiegato poi la presidente Catiuscia Marini nel suo intervento fatto di fronte ai prefetti di Perugia e Terni, parlamentari, consiglieri regionali e molte altre autorità, l’idea è quella di cambiare il titolo di questo capitolo, dato che da lì si attinge per finanziare le manifestazioni culturali della regione.
MARINI: «NOSTRO BILANCIO È SOLIDO»
Sanità Ovviamente grande importanza, dato che assorbe oltre il 60 per cento del bilancio, è dedicata alla sanità. Nel 2014, sottolinea la corte, la Centrale unica per gli acquisti non ha mutato la percentuale di questi ultimi (50 per cento), anche se la presidente ha fatto notare come il dato sia più alto. I magistrati puntano poi il dito, riguardo alle aziende sanitarie, contro le troppe proroghe dei contratti e la poca tempestività nel rinnovo delle convenzioni. Quanto alla farmaceutica, gli sforamenti sono lievi mentre riguardo ai casi scoppiati in alcune residenze convenzionate per anziani (che venivano maltrattati dal personale), la Corte parla di casi isolati di fronte ai quali però i controlli sono stati fatti solo dopo. In più non vengono recuperate le somme che erano state erogate alle strutture. Strettamente connessa a quella sanitaria c’è la partita del patrimonio.
Patrimonio In campo sanitario troppo elevati sono i costi degli affitti e troppo scarsi i proventi (non mancano anche casi di strutture non utilizzate), mentre allargando lo sguardo a tutto il patrimonio il procuratore Giuseppone ha osservato che serve una «più corretta valutazione» del reale valore degli immobili, oggi sopravvalutato con tutto quello che ne può derivare per la tenuta dei conti regionali. I magistrati contabili inoltre pressano la Regione affinché sia consentito, «come avviene anche in Lazio e in Toscana», l’accesso alle banche dati così da poter meglio effettuare i controlli. Da segnalare poi la mole dei residui attivi, cioè della somme (1,5 miliardi, circa metà dei quali appartenenti a precedenti esercizi) che palazzo Donini deve riscuotere.
Residui La riscossione è scesa bruscamente nel 2014 (dal 58 al 38 per cento) così come la capacità di smaltire i residui passivi, cioè i pagamenti (dal 54 al 39 per cento) e complessivamente Giuseppone invita l’amministrazione a fare un’attenta ricognizione di questi residui, allo scopo di verificarne la reale esigibilità. Un punto sul quale Marini ha voluto tranquillizzare: «Sono crediti certi – ha detto – tanto che non abbiamo mai dovuto ricorrere, a differenza di molti comuni, alle anticipazioni di cassa. Il che è un buon segno della certezza economico-finanziaria dei crediti». Il saldo contabile negativo invece, compensato dalle altre voci di bilancio, non è ovviamente da imputare a un’improvvisa ed enorme voragine nei conti quanto, come ha spiegato Marini, alla fine della precedente fase di programmazione dei fondi UE e ai minori trasferimenti statali. Da ultimo la Corte accende un faro sulla situazione delle partecipate, in particolare di Umbri mobilità, sottolineando il credito da 13 milioni vantato da palazzo Donini. «Capitolo che – ha detto Marini – gestiamo con flessibilità, una scelta politica per non mettere in difficoltà gli altri enti soci».
Twitter @DanieleBovi
