di Daniele Bovi
Sanità, trasporti pubblici, società partecipate e organizzazione del personale regionale sono le aree in cui la Corte dei conti ha rilevato le maggiori criticità nella gestione della Regione. Il quadro è stato fatto giovedì a Perugia, alla Sala dei Notari, dove si è tenuto il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione per il 2024; parifica che è un giudizio con il quale, ogni anno, la Corte formula una serie di osservazioni sulla legittimità e regolarità della gestione, proponendo correttivi e interventi per assicurare l’equilibrio di bilancio e una spesa efficace ed efficiente.
Sanità Sul fronte della sanità – che da sola occupa oltre l’80 per cento del bilancio, il disavanzo consolidato del sistema sanitario regionale è risultato pari a 34,2 milioni di euro, ridotto da un iniziale squilibrio di 90 milioni grazie all’uso di fondi straordinari. La cifra inizialmente diffusa di 243 milioni ha generato, come noto, molta confusione: una cifra «incongrua» che si riferiva infatti solo a una parte del sistema – ovvero le aziende sanitarie e ospedaliere – senza considerare la Gestione sanitaria accentrata. E le bacchettate, già fatte mesi fa nel corso dell’udienza pubblica, non sono mancate, in particolare sull’entità della manovra fiscale, tarata sui 243 milioni e non sui 34 nonostante Palazzo Donini avesse già contezza delle diverse poste a disposizione.
I conti Tra queste quella, ampiamente dibattuta, relativa agli oltre 40 milioni per il payback sui dispositivi medici relativi al periodo 2015-2018. Criticità permangono poi nella gestione degli incarichi e nella tempistica di assegnazione degli obiettivi ai direttori generali, mentre l’aumento della spesa per incarichi libero-professionali e per farmaci supera i limiti programmati. La Corte ha sollecitato quindi un impegno strutturale per garantire l’equilibrio finanziario e una maggiore appropriatezza dei servizi. «La giunta – ha commentato a margine Antonello Colosimo, presidente della Sezione regionale di controllo – si è trovata a dover riprendere tutta una serie di questioni, compresa quella della definizione del debito, oggetto di un approfondimento dopo il quale si è arrivati a una condivisione». Colosimo parlando del payback e delle altre risorse che il governo potrebbe stanziare per la sanità ha sostenuto che la Regione potrà beneficiare nel corso di questa legislatura di «condizioni economiche molto più rasserenate rispetto a quelle che in questo contesto si presentano complicate».
Arpa A rimanere aperta è invece la questione relativa alla possibilità di finanziare Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) attraverso i fondi della sanità; questione che interessa anche altre Regioni e che l’anno scorso portò al rinvio della parifica. Sul punto il giudizio è stato sospeso in attesa che la Corte costituzionale dipani la matassa a settembre.
Trasporti Per quanto riguarda i trasporti, la Corte ha ricordato per l’ennesima volta che i servizi sono ancora affidati in proroga da oltre dieci anni, una situazione non in linea con i principi europei sulla concorrenza. La gara per affidare i nuovi servizi su gomma a partire dal 30 giugno 2026 è in corso, ma la Regione è in ritardo sull’adozione degli atti programmatori necessari, come il Piano regionale dei trasporti. «È una mia battaglia da quando mi sono insediato. La comunità umbra già soffre di una chiusura degli accessi – ha detto Colosimo sulla gara – e ha quindi il diritto a un trasporto pubblico legittimo». Un plauso il presidente lo ha fatto alla giunta Proietti per non aver modificato, «nonostante le critiche», l’impianto in quattro lotti voluto dalla precedente: «Penso – ha sostenuto – che il traguardo del 30 giugno 2026 potrà essere tagliato».
Partecipate Gli organismi partecipati restano sotto osservazione per le modalità di trasferimento delle risorse e per i risultati gestionali. In particolare, sono emerse perplessità sui finanziamenti all’aeroporto tramite un’altra partecipata regionale (Sviluppumbria), in assenza di puntuale documentazione sulle azioni previste dal piano industriale. Quella Sase che è stata la sola partecipata ad aver registrato una perdita nel 2024.
Il personale L’organizzazione della macchina regionale mostra un quadro ancora disomogeneo. La Corte ha parlato della necessità di coprire i ruoli dirigenziali e le posizioni di alta qualificazione vacanti, e di superare gli incarichi prorogati oltre i limiti previsti. Sottolineature anche per la necessità di rafforzare l’audit interno e di completare l’introduzione della contabilità analitica, ancora assente. Dubbi sono stati espressi poi sull’esternalizzazione di consulenze legali in presenza di strutture interne già attive. Focus anche sulla necessità di monitorare costantemente l’effetto delle riorganizzazioni, anche per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr.
I temi Nel resto della relazione, è stato evidenziato come la Regione abbia chiuso il bilancio con un risultato economico positivo, ma in calo rispetto all’anno precedente. Le entrate e le spese si sono attestate intorno ai 5 miliardi di euro, con la sanità a pesare per oltre il 75 per cento delle uscite. L’indebitamento è sceso a 463 milioni, e il recupero dell’evasione sulla tassa automobilistica ha segnato un risultato record. Restano dubbi sulla gestione di alcuni crediti, in particolare quelli verso enti in liquidazione e società partecipate.
Le leggi Sul piano normativo, nel 2024 la Regione ha approvato ventinove leggi. La Corte ha richiamato l’attenzione sulla qualità delle relazioni tecniche, spesso insufficienti a chiarire coperture e quantificazioni. Sottolineato poi l’uso crescente di accantonamenti nei fondi speciali come tecnica di copertura. Il presidente Colosimo ha chiuso la relazione richiamando la responsabilità e la trasparenza nell’azione pubblica, citando Norberto Bobbio: «Il potere è forte quando è oscuro. Il controllo è forte quando è trasparente».
Proietti A margine dell’udienza la presidente Stefania Proietti ha ricordato in primis che il giudizio è relativo al 2024, con la nuova giunta che si è insediata solo a dicembre: «Portiamo un rendiconto in equilibrio – ha detto – anche se con luci e ombre. La Corte ha fatto un lavoro poderoso e preziosissimo, per noi è una guida». «Tra un anno – ha assicurato – porteremo consistenti e significativi risultati sulla programmazione della spesa sanitaria. Pianificazione, attenta programmazione e controllo delle risorse saranno le le tre linee guida».
