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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 01:49

«Referti ‘fantasma’ per addetti in ferie», la politica si scatena ma l’ospedale: «Tutto falso»

I Dem: «Segnaleremo il caso al ministero della Salute», M5s: «Nosocomio verso il baratro» e Lega: «Pd specula su sanità»

«È ora di dire basta alla condizione a dir poco indecorosa a cui è ridotto l’ospedale di Terni che da eccellenza è divenuto quotidianamente un protagonista, in negativo, dei fatti di cronaca. L’azienda ospedaliera continua a far registrare necessità sempre più forti ed allarmanti. Per questo motivo continueremo a seguire da vicino le vicende che riguardano la nostra sanità locale segnalando al Ministero della Salute le intollerabili criticità riscontrate». È quanto affermano il consigliere regionale Fabio Paparelli e il capogruppo Partito democratico in comune di Terni, Francesco Filipponi che in una nota parlano di «referti oncologici non esaminati a causa delle ferie degli addetti» e di «celle frigorifere dell’obitorio sature». Pronta la replica del nosocomio Santa Maria: «Il ritardo nella disponibilità del referto cartaceo e online – spiegano da Colle Obito – è dovuto a un mero errore formale dello specialista senologo che lo ha redatto, ma la paziente, come da prassi, era già stata messa al corrente della negatività degli esami dallo stesso specialista al termine della visita; lo specialista senologo non ha mai beneficiato di ferie dal 17 luglio a oggi; la paziente non è mai stata abbandonata nel suo percorso».

Politica scatenata Alla nota del Pd fa seguito quella del M5s di Terni: «Apprendiamo dalla stampa, che riporta una testimonianza diretta, come all’ospedale di Terni sia diventato complicato ottenere l’esame di un referto oncologico per i malati gravi. Il tutto sarebbe dovuto alla programmazione delle ferie degli addetti, come se fosse accettabile che in una turnazione di un ospedale importante come quello di Terni non si prevedessero tali necessità. Pazienti costretti a rivolgersi al centralino dell’ospedale e a chiedere aiuto in tutti i modi. Solo pochi mesi denunciavamo che la situazione dell’ospedale di Terni stava precipitando verso il baratro e ci veniva risposto che vaneggiavamo. Ora, dopo aver sollevato le problematiche che hanno portato alla rimozione dell’ormai prossimo ex direttore generale, è il caso che chi gestisce la sanità regionale lo segua ad alta velocità. Ci dispiace rovinare le vacanze dell’assessore Coletto nel famigerato mare dell’Umbria ma confidiamo che riuscirà a trovare un luogo consono alle sue aspirazioni anche nell’amato Veneto».

Referti oncologici e obitorio Sotto la lente dei Dem anche l’obitorio di Terni: «Le celle frigorifere, purtroppo sature, non sarebbero più in grado di ospitare ulteriori salme, a causa di persone che da giorni e per motivi diversi sono ancora in attesa di tumulazione. Ciò sta accadendo nel disinteresse più totale dei vertici dell’azienda ospedaliera e nonostante esista un fondo sociale per le sepolture di persone indigenti che in alcuni casi può rappresentare una soluzione al problema. A causa di questa situazione, ad esempio, i familiari dello scooterista che ha perso tragicamente la vita sono stati costretti addirittura a spostarsi in altro ospedale nel nord dell’Umbria per poter stare accanto al proprio caro».

Denuncia del Pd «A questa condizione indecorosa – proseguono gli esponenti del Pd – si somma l’inagibilità della sala autoptica ospedaliera a cui doveva aggiungersene un’altra presso il cimitero municipale, ma mai messa a disposizione, con le conseguenti peregrinazioni dei medici legali costretti a seguire le salme in tutta l’Umbria». Focus anche sulle liste d’attesa: «Come non ricordare – concludono Paparelli e Filipponi – i ritardi accumulati in questi due anni rispetto ai lavori di pneumologia ed in particolare per la realizzazione della semintensiva così come la vicenda delle liste d’attesa ormai interminabili e le forti criticità del pronto soccorso con pazienti che lamentano disagi quotidiani e il grido d’allarme del responsabile Parisi unito a quello del personale sanitario che è costretto a continuare a lavorare in condizioni davvero indegne».

La replica del Santa Maria L’ospedale di Terni con un comunicato stampa precisa quanto segue: «Al termine dell’esame mammografico eseguito in data 21 luglio, la paziente, come di prassi, è stata ricevuta dallo specialista radiologo senologo per successiva esecuzione della visita e dell’esame ecografico. Nell’occasione, in attesa del referto, lo specialista ha ragguagliato la paziente circa gli esami effettuati, rassicurandola sull’esito negativo degli esami (esito confermato dal successivo referto). Alla paziente, al termine dell’esame clinico strumentale della mammella, è stata consegnata l’informativa per poter accedere online o, in alternativa, ritirare di persona oppure ricevere a domicilio le immagini radiografiche con relativo referto. In data 30 luglio lo specialista radiologo senologo ha redatto il referto, lo ha salvato nel Ris ma la procedura non è completata poiché non era stata apposta la firma digitale. Specificando che in casi di eventuale ritardo della refertazione, i servizi interessati, dalla consultazione del programma Ris, sono in grado di ‘intercettare’ la potenziale non conformità allertando lo specialista radiologo interessato, nel caso specifico, risulta essere stato lo stesso professionista ad accorgersi della mancata apposizione della firma digitale per cui, in data 9 agosto, il suddetto referto è stato firmato digitalmente e le immagini con relativo referto sono state messe a disposizione della paziente. In data 11 agosto, la paziente è stata contattata telefonicamente dall’operatore Urp che ha segnalato la disponibilità del referto. Si precisa inoltre – chiosa il Santa Maria di Terni – che lo specialista radiologo interessato, rientrato dal periodo di rischio radiologico in data 17 luglio 2022 (prima dell’esecuzione dell’esame), ad oggi, 12 agosto 2022, a differenza di quanto riportato, non ha chiesto né beneficiato di alcun giorno di ferie. Per quanto riguarda inoltre l’esame radiologico del 25 luglio (Rx bacino), si comunica che il referto è stato messo a disposizione della paziente dalla data del 26 luglio».

Lega Dopo qualche giorno anche la Lega Umbria dice la sua: «Davvero curioso che a criticare oggi la sanità ternana sia proprio quel Partito democratico che al governo regionale si è totalmente disinteressato per troppi anni dell’ospedale ternano, mancando di apportare quegli interventi strategici che soltanto oggi con la Giunta Tesei stanno prendendo forma – così i consiglieri regionali del gruppo Lega Umbria -. Per garantire una risposta sempre più adeguata ai bisogni di salute dei cittadini, la Regione Umbria ha infatti intensificato l’attenzione verso l’azienda ospedaliera di Terni con un’interlocuzione quotidiana con il direttore generale, anche alla luce del sovraccarico di lavoro registrato al pronto soccorso a causa di un elevato numero di accessi legati alla pandemia e al caldo. In questa fase nell’azienda ospedaliera di Terni non si verificano ritardi o mancate refertazioni a seguito delle ferie dei dipendenti, ma il caso segnalato alla stampa si è rivelato essere poi un ritardo di refertazione con firma digitale». Per quanto riguarda le celle frigorifere dell’obitorio sempre il Carroccio spiega: «La direzione aziendale ha messo in pratica le disposizioni della Determinazione Dirigenziale 2179 del 03/08/2021 del Comune di Terni. A tal proposito, negli ultimi mesi sono intercorsi numerosi contatti tra l’azienda ospedaliera e il Comune di Terni che, al termine di una necessaria attività istruttoria con il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei familiari ed eredi delle salme, ha comunicato l’imminente ‘liberazione’ delle celle frigorifere». Liste d’attesa e pronto soccorso: «L’azienda durante la pandemia ha sempre preservato le prestazioni riservate a patologie maggiormente ‘tempo-dipendenti’, compatibilmente con la pressione in termini di impegno del personale e occupazione di spazi e le necessarie misure adottate per ridurre il rischio di trasmissione ed ha partecipato ai diversi Piani di recupero regionali delle prestazioni ‘sospese’, riportando il completamento del recupero delle suddette prestazioni – spiega la Lega -. Per quanto riguarda il pronto soccorso ed in particolare il personale sanitario, l’azienda ha già avviato procedure selettive ad hoc per il potenziamento della dotazione organica. Inoltre, il direttore della Sc di pronto soccorso, in stretta collaborazione con la direzione, pur nella necessità di continuare a garantire percorsi separati per pazienti Covid e pazienti non-Covid, con inevitabile impegno di risorse aggiuntive e carico di lavoro per i singoli operatori, sta provvedendo ad adeguare nuovamente il modello organizzativo al fine di assicurare come sempre le cure a tutti i pazienti che accedono in pronto soccorso».

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