L’istituto Gimbe promuove l’Umbria per la capacità di ripresa dei servizi sanitari saltati al tempo del Covid. Giovedì mattina è stato presentato il rapporto che fotografa la capacità di rirpresa della sanità regione per regione. La nostra, registra un punteggio complessivo positivo, attestandosi con ben 24 punti percentuali sopra la media italiana. Nello specifico: la percentuale di recupero dei ricoveri chirurgici programmati è pari al 74% (dato Italia 66%); la percentuale di recupero delle prestazioni ambulatoriali è pari al 94% (dato Italia 57%).
Umbria L’Umbria scende sotto la media nazionale per la percentuale del finanziamento rendicontato rispetto a quello assegnato che è pari al 62% (il dato nazionale è 69%). Quanto alla committenza alle strutture private accreditate la nostra ha una percentuale dell’11% rispetto a una media italiana del 29%. La percentuale stimata di committenza al privato è pari o superiore alla media nazionale in Puglia (93%), Lombardia (46%), Campania (37%), Sicilia (35%), Liguria (32%) e Calabria (30%); le altre Regioni si collocano al di sotto del valore nazionale, con Marche e Molise che non hanno fatto ricorso al privato.
Unica in Italia Gimbe evidenzia inoltre che «la regione ha recuperato le prestazioni di screening nel 2021», unica in Italia.
Italia In particolare, secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2020 – rispetto al 2019 – in Italia sono stati oltre 1,57 milioni i ricoveri programmati in meno; per gli screening oncologici oltre 4,1 milioni di inviti e oltre 2,53 milioni di prestazioni in meno; infine, oltre 112 milioni le prestazioni ambulatoriali “saltate”, tra visite specialistiche, esami di laboratorio e strumentali.
Approfondimento Per fronteggiare il problema sono state stanziate risorse ad hoc per il recupero delle prestazioni: € 500 milioni come da Legge di Bilancio 2022 «Delle 20,3 milioni di prestazioni arretrate, nel 2022 complessivamente ne sono state recuperate poco meno di due su tre, ovvero il 65% – spiega il presidente di Gimbe Cartabellotta al Sole 24 Ore – e nessuna Regione ha raggiunto per tutte le prestazioni le quote di recupero previste dai Por (i piani operativi regionali .ndr)»
