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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 21:34

Recovery plan, ci sono anche 44 milioni per l’area abbandonata dell’anfiteatro di Spoleto

Inserito nella seconda versione del Pnrr umbro, la giunta guarda a «utilizzi di tipo culturale o di formazione». Il nodo dei tempi

L'area abbandonata dell'Anfiteatro (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Circa 44,7 milioni per recuperare e rifunzionalizzare l’area abbandonata dell’anfiteatro di Spoleto. C’è anche il maxi intervento sui 17 mila mq completamente inaccessibili, malgrado si trovino all’interno della cinta muraria del centro storico, tra i 45 progetti del Recovery plan umbro di cui la giunta regionale ha chiesto il finanziamento al governo.

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Anfiteatro abbandonato Nel quartiere segnato dal degrado tra piazza Garibaldi e via Ponzianina sono già in corso 1,6 milioni di lavori che, in base a quanto riferito dal Comune di Spoleto, dovrebbero concludersi entro la fine del 2021, quando la ditta che sta lavorando avrà terminato gli interventi di consolidamento e miglioramento sismico del monastero della Stella. Tutti gli altri lavori di cui necessita il quartiere off limits da oltre venti anni, ad eccezione delle visite istituzionali di Antonio Tajani e Maria Elisabetta Alberti Casellati, oltreché per le iniziative che periodicamente organizzano Legambiente e altre associazioni, la Regione ambisce a finanziarli con il Pnrr. Nel programma, però, l’area abbandonata dell’anfiteatro, dove prende posto anche il monastero del Palazzo, è entrata soltanto all’ultimo minuto: l’intervento da 44,7 milioni, infatti, non era stato inserito nella bozza presentata il 19 aprile alle organizzazioni sindacali.

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Tempi stretti La scheda dedicata al maxi investimento per il centro storico di Spoleto  prevede l’attivazione dell’intervento (cantierabilità) entro la fine del 2022, termine che farebbe già configurare una corsa contro il tempo per la definizione del progetto esecutivo nel caso in cui naturalmente, sul recupero del complesso arrivasse il via libera del governo. Un timing, questo, che rappresenta un elemento critico per una zona segnata anche da manufatti di interesse storico artistico, ma che gli iter per l’avvio degli investimenti proposti per il Recovery plan, non solo quelli dell’Umbria, sia uno degli anelli più deboli è cosa nota, tanto che il governo sta valutando interventi legislativi per snellire gli iter ora definiti dal Codice degli appalti.

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Destinazione Per quanto riguarda i progetti della giunta regionale sull’area dell’Anfiteatro il Pnrr umbro indica il recupero e la rifunzionalizzazione del quartiere abbandonato del centro storico «per utilizzi di tipo culturale, come spettacoli, mostre e convegni, o di formazione, tra cui corsi di specializzazione e master», con la «la destinazione dell’area e degli spazi che potrà – è scritto nel documento – favorire la costituzione di vero e proprio polo dedicato alla conoscenza, tutela, conservazione dei beni culturali, riqualificando contestualmente un’area importante del centro storico cittadino e restituendo alla città due importanti complessi di grande valore storico-artistico». L’ampiezza dell’area, così come i numerosi edifici presenti all’interno, spingono la Regione a indicare anche la possibilità di «destinazioni funzionali a una fruizione integrata con l’intero centro storico di Spoleto, che nel tempo è stato oggetto di programmi di recupero e valorizzazione».

@chilodice

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