di Daniele Bovi
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Il 2013 sarà un «anno centrale» per quanto riguarda il mondo del trasporto umbro. A metterlo nero su bianco è la giunta regionale nella bozza del Documento annuale di programmazione economica di cui Umbria24 ha dato conto venerdì. Pagine in cui viene tratteggiato quel «nuovo disegno» che dovrebbe vedere la luce nel 2014 e che ha al fondo l’esigenza di un «diverso modo di concepire questo settore». Il punto d’avvio sarà l’approvazione, nel 2013, del nuovo Piano regionale dei trasporti e di quello di Bacino (da realizzare insieme a Provincia e Anci). Con i tagli del governo e le incertezze sui fondi a disposizione del trasporto pubblico locale l’obiettivo innanzitutto sarà uno: ricavi almeno uguali ai costi. Insomma, autobus, treni e traghetti non si possono più permettere di viaggiare in perdita.
Corse in perdita Nel mirino finiranno prima di tutto proprio le corse in perdita: «L’efficientamento e la razionalizzazione – è scritto nella bozza del Dap 2013-2015 – si basano su analisi mirate e puntuali delle frequentazioni per singola tratta, della composizione del materiale rotabile (numero vagoni per convoglio) valutando il “load factor” tendenziale, cioè il rapporto tra le persone che usano quella tratta ferroviaria e che un posto a sedere e i posti offerti». Tradotto dal burocratese, con tutta probabilità verranno tagliate quelle tratte largamente sottoutilizzate. In questo quadro centrali saranno i servizi ferroviari.
Le ferrovie Quelli extraregionali dovranno essere migliorati guardando ai nodi della rete ad alta velocità (Firenze per il Nord e Roma per il Sud), mentre per Trenitalia occorre una «velocizzazione delle tratte eliminando fermate con frequentazioni troppo ridotte». La ex Fcu dovrà invece essere riorganizzata «a risorse bloccate, nell’ottica di una spinta integrazione modale tra ferro e gomma». Uno scenario, quest’ultimo, per il quale andranno individuati i nodi di interscambio sul territorio e un unico programma di esercizio che elimini le sovrapposizioni.
L’anno delle gare Il 2013 sarà poi l’anno delle gare pubbliche per l’affidamento dei servizi, con Umbria Mobilità in caccia di un partner privato (forse Italbus di Trenitalia) e che, se si aggiudicherà il servizio, dovrà vedersi corrispondere dai comuni prezzi a chilometro più alti di quelli attuali (1,80 euro più Iva), pena gravi difficoltà economiche. Questo nel Dap non c’è ma a chiare lettere è scritto invece che è «prioritario» raggiungere «l’equilibrio tra ricavi e costi» e offrire agli umbri un servizio «più puntuale ed innovativo». In più, oltre alla prospettiva di estendere il biglietto unico a tutta la regione, per «dare più voce e spazio ai fruitori» verrà creata la Consulta regionale degli utenti della mobilità.
Qualità dell’aria Il 2013 sarà poi l’anno anche del Piano regionale della qualità dell’aria: un tema strettamente connesso al tpl perché sono «le emissioni di polveri fini e di ossidi di azoto le principali criticità sulle quali intervenire». Agenti inquinanti generati dal «traffico e dal diffuso utilizzo di biomasse per il riscaldamento (legno e pellets) che si concentrano nella stagione invernale e nei più significativi agglomerati urbani». L’obiettivo principale del Piano sarà quello di garantire il «rispetto dei limiti di emissione dei principali inquinanti». Gli strumenti più importanti di cui il Piano si servirà sono quelli dei meccanismi di incentivo/disincentivo e degli indirizzi ai quali il resto della legislazione su energia, agricoltura, urbanistica ed edilizia dovranno uniformarsi.

