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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 23:50

«Ragazzo e donna morti sul lavoro sono terribile emblema»: Gubbio in lutto, sindacati dal prefetto

Umbria piegata dal dolore per la morte di Samuel, 19 anni, ed Elisabetta, mamma di 52. Coro unanime: «Dobbiamo fare di più per la sicurezza»

©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

Weekend di lutto cittadino a Gubbio. E lunedì mattina sindacati in piazza con un presidio sotto alla prefettura di Perugia per cercare di reagire all’incidente sul lavoro costato la vita a Samuel Cuffaro, 19 anni, e Elisabetta D’Innocenti, 52 anni, entrambi morti nell’esplosione del laboratorio-magazzino in cui di lavorava la cannabis light.

DUE INDAGATI
SAMUEL MORTO A 19 ANNI: ERA ATTESO IN PIAZZA GRANDE

Samuel ed Elisabetta terribile emblema Per il sindaco Filippo Stirati, che sabato mattina ha riunito la giunta, «è terribilmente emblematico che a morire siano stati una donna e un giovane ragazzo, simboli entrambi degli enormi problemi sul fronte del lavoro che oggi questo Paese vive». Loro, come gli altri tre recuperati vivi dalle macerie dello stabile sventrato, per il primo cittadino «cercavano una prospettiva, una speranza, non è davvero umanamente accettabile pensare che siano morti lavorando».

LE PRIME REAZIONI

Gubbio in lutto  Per il lutto cittadino, che verrà poi esteso anche ai giorni delle esequie delle vittime, sono sospese tutte le iniziative, le attività e le manifestazioni cittadine, così come la conferenza stampa politica prevista per lunedì è annullata «restano solo silenzio, sgomento e profondo rispetto per chi non c’è più e per chi in queste ore continua a lottare» dice il sindaco, anche se sono tanti i messaggi di vicinanza e solidarietà istituzionale arrivati in Comune: «Ho sentito pochi minuti fa anche il prefetto Armando Gradone, che ho ringraziato per l’enorme impegno di tutti i soccorritori, perché nessuno si è risparmiato in un intervento complicatissimo, oltre che dal punto di vista psicologico anche dal lato dell’operatività. A tutte queste persone va davvero un grazie enorme, anche per la grande umanità degli operatori, che ho sinceramente apprezzato».

VIDEO: L’ESPLOSIONE
VIDEO: SOCCORRITORI AL LAVORO
FOTO: EDIFICIO SVENTRATO E DOLORE

Sindacati in piazza E da Gradone lunedì arriveranno i sindacati di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che per le 10 hanno organizzato un presidio in piazza Italia e richiesto un incontro, perché è «semplicemente inaccettabile quello che continua ad accadere in Umbria, come nel resto del Paese, e non ci vogliamo rassegnare a questo stillicidio di vittime inermi». Per i rappresentanti dei lavoratori è «necessario adeguare la nostra società alla sicurezza, costruendo prima di tutto una cultura del lavoro in sicurezza. Perché deve essere inaccettabile l’improvvisare, l’arrangiarsi, il rischiare nel lavoro: o si fa questo salto oppure è inutile e da ipocriti piangere queste giovani vite spezzate».

Bacchetta: «Non basta la solidarietà» Per il presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, «non bastano le parole di solidarietà e vicinanza, ma ci vogliono investimenti seri e controlli a tappeto. Istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni di categorie e gli stessi lavoratori devono in maniera sinergica occuparsi dei tempi della sicurezza in maniera sistematica. Le leggi ci sono occorre essere consapevoli che devono essere rispettate perché nel 2021 non si può morire nel posto di lavoro. Un pensiero grato va ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine e ai mezzi di soccorso che anche questa volta hanno affrontato la pericolosa emergenza nella quale si sono trovati ad intervenire».

Toniaccini: «Sconfitti» A guardare al Recovery plan come occasione di rinnovamento e sviluppo anche in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro è il presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Umbria, il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, secondo cui «il Primo maggio è stato detto che bisogna ripartire dal lavoro, ma che sia lavoro sicuro. Se oggi si piange la morte di Samuel ed Elisabetta  significa che non si è fatto abbastanza per dare concretezza alle intenzioni». Per il capo dei sindaci umbri «queste morti sono la sconfitta di una società moderna ed evoluta che ancora oggi non riesce a tutelare il suo bene primario, l’uomo e il suo lavoro».

Pavanelli: «Sciagura» A esprimere «solidarietà e vicinanza alla comunità» di Gubbio è la senatrice umbra Emma Pavanelli (M5s) che si dice al fianco delle «famiglie delle vittime e ai lavoratori dell’azienda coinvolta nell’incendio, ma anche al primo cittadino per la terribile sciagura che ieri ha colpito la nostra terra. Un momento di grande dolore per tutta la comunità per una tragedia che è ancor più grave proprio perché ha colpito dei giovani che portavano avanti il proprio sogno imprenditoriale».

Pastorelli: «Nuove azioni» Per il capogruppo in consiglio regionale della Lega, Stefano Pastorelli, l’esplosione costata la vita a Samuel ed Elisabetta «ci induce a riflettere attentamente sulla possibilità di prevedere nuove azioni da mettere in campo utili a rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo – dice – deve rappresentare una priorità assoluta per la politica e per il mondo delle imprese. Alle famiglie delle vittime e dei feriti esprimiamo vicinanza e solidarietà. Un ringraziamento dovuto e sentito va ai vigili del fuoco che anche in questa circostanza sono intervenuti con professionalità e coraggio».

 

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