Prima l’ammissione su Facebook, poi il provvedimento del consiglio straordinario del Giotti che ha di fatto radiato il giovane e condannato l’accaduto. Continua a far discutere il gesto del popolano del rione bianco celeste che alla seconda tornata della Giostra della Rivincita ha scagliato una lattina di birra contro il cavaliere Daniele Scarponi del Croce bianca, che aveva appena abbattuto una bandierina.
Fotogallery: il Giotti vince e festeggia
Lattina di birra contro Scarponi L’episodio scatena molte reazioni a cominciare da quella del priore del Croce bianca Andrea Ponti che, nell’immediato, si è precipitato verso il tavolo della giuria di gara, presentando ricorso e chiedendo l’espulsione del rione Giotti. Il verdetto è però un altro: «Il Croce bianca al termine della seconda tornata potrà ripetere la corsa per ristabilire l’ordine di classifica, mantenendo comunque i 10 punti di penalità». Ma il rione rifiuta e la Giostra prosegue fino alla vittoria proprio del rione Giotti che, dopo aver portato a casa la Sfida di giugno, si appunta al petto anche la Rivicinta con una doppietta firmata dal cavaliere Massimo Gubbini.
L’ammissione su Facebook L’autore del gesto, condannato dai popolani di ogni rione, domenica mattina ammette su Facebook le proprie responsabilità. Nel post pubblicato sulla pagina Quintana Foligno, il giovane del Giotti scrive: «Mi sono svegliato stamattina con uno sdegno personale tale da sentirmi affranto e dispiaciuto per quanto accaduto. Mi prendo la totale responsabilità con conseguenze annesse del rione Giotti e non. In 10 anni insieme ho sempre dato tutto per questi colori che mi hanno ripagato in egual misura o ancor di più. Chiedo scusa a chi si è indignato, a chi si è vergognato ieri sera e ne porta ancora gli strascichi, con i miei rionali per aver festeggiato con l’amaro in bocca questo ennesimo splendido palio. Non l’ho festeggiato e non merito di farlo, tengo a precisare che il lancio della lattina non è stato un gesto intento a far male al fantino di Crocebianca, piuttosto un gesto di stizza condito da euforia tramutata poi in stupidità. Si è alzato un polverone dietro questo gesto dove tutti si sono risentiti e indignati giustamente. Porgo le mie più sincere scuse a tutto il popolo del Giotti, alla mia città e a tutti i quintanari. Sono pronto a prendere tutte le conseguenze annesse, spero in parte di aver chiuso questa questa brutta parentesi. Chiedo ancora scusa a tutti, sono veramente dispiaciuto e arrabbiato con me stesso».
Radiato Oltre cento i commenti che hanno seguito l’autodenuncia del ventiseienne, molti dei quali dai toni fin troppo accesi. Ma la reazione del rione bianco celeste è arrivata nella serata di domenica a margine di un consiglio straordinario convocato ad hoc per discutere l’accaduto: «Dopo aver analizzato i fatti avvenuti al Campo de li Giochi – scrive il priore Marco Terzarede – e individuatone il responsabile, il Giotti si dissocia e condanna all’unanimità il comportamento dello stesso prendendo la decisione di escluderlo dal proprio libro soci in base all’articolo 10 comma b del proprio statuto». E poi: «Il consiglio si scusa con l’Ente e con la cittadinanza per l’increscioso inconveniente».
