di Chia.Fa.
Una fotografia in chiaroscuro di Perugia e Terni quella che è stata scattata per la prima volta da Il Sole 24 ore che, attraverso 36 nuovi indicatori, ha definito tre classifiche nazionali stabilendo dove, tra le 107 province, si rileva il maggior livello di benessere per tre differenti generazioni: bambini, giovani e anziani. Le due città dell’Umbria si rintracciano sempre entro la prima metà della classifica, coi piazzamenti peggiori che arrivano, sia per Perugia che per Terni, sulla qualità della vita dei più piccoli.
Bambini In particolare, per gli under 14 la quotidianità in Umbria non è semplice, almeno secondo il quotidiano, che analizzando dodici indicatori, sistema Terni al 43° posto e Perugia al 44°. Nella dozzina di valutazioni che compongono la classifica, Perugia agguanta il podio, precisamente il terzo gradino, soltanto in un’occasione, precisamente quando gli esperti misurano i posti negli asili nido disponibili per ogni 100 bimbi residenti tra zero e tre anni. Le due città dell’Umbria non compaiono in cima né in fondo alle mini classifiche degli altri undici indicatori attraverso cui viene composta la classifica principale: tasso di fecondità; scuole accessibili senza barriere fisiche; edifici scolastici con palestre o piscine; giardini scolastici; retta media calcolata sul reddito medio dichiarato nel capoluogo; verde attrezzato in mq; spazio abitativo inteso come come superficie in mq media/componenti medi delle famiglie; presenza di scuole di sport e bimbi della fascia 6-14 che praticano agonismo; studenti per classe nelle scuole pubbliche; e delitti denunciati.
Giovani Sia Perugia che Terni, invece, si trovano entro i primi 30 posti della classifica per il benessere dei giovani, pur non comparendo in nessuna delle mini graduatorie, composta dai tre migliori e tre peggiori risultati, stilate per ognuno dei dodici indicatori, con Perugia che conquista il 25° posto, mentre Terni il 29°. In particolare, qui la qualità della vita dei giovani è calcolata in base al numero di laureati o con altri titoli terziari tra 25-29 anni; quoziente di nunzialità; tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 29 anni; età media del parto; saldo migratorio inteso come differenza iscritti e cancellati dai registri anagrafici per cambio di residente; presenza di aree sportive all’aperto; incidenza degli imprenditori under 35 sul totale delle aziende registrate; rapporto di bar e discoteche definito in base al numero di locali ogni 10 mila abitanti residenti tra 18 e 35 anni; canoni medi di locazione; numero di concerti ogni mille giovani tra 18 e 35 anni; amministratori comunali under25; e gap affitti tra centro e periferia.
Anziani Lievemente peggiore la classifica sulla qualità degli vita degli ultra 65enni, con Perugia che spunta al 33° posto e Terni al 43°. Tra gli indicatori utilizzati per la fotografia delle 107 province Perugia rimedia il secondo posto per la speranza di vita, mentre Terni è al penultimo posto in Italia per l’importo medio delle pensioni di vecchiaia. Gli altri dieci indicatori sono relativi alla spesa degli enti pubblici locali per il trasporto di anziani e disabili; spesa degli enti pubblici locali per l’assistenza domiciliare; pensioni di basso importo; infermieri ogni 100 mila abitanti; biblioteche ogni 10 mila residenti con più di 65 anni; geriatri ogni 10 mila residenti con più di 65 anni; presenza di orti urbani; consumo di farmaci per malattie croniche; esposti per inquinamento acustico; e, infine, mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso.
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