La salute mentale degli umbri peggiora e con essa anche i servizi sanitari. Lo stabilisce la nuova graduatoria sui dati del 2023 di Siep, la Società italiana di epidemiologia psichiatrica.
La regione Umbria, passa dalla sesta posizione conquistata a livello nazionale nel 2022 (dati resi noti l’anno scorso) alla nona posizione del 2023. Tra le Regioni che perdono punti sul ranking, è quella che perde meno, ovvero -0,02. Sono 14 i parametri che formano il punteggio. Tra quelli a impatto positivo ci sono i posti letto, la dotazione di personale dei dipartimenti di salute mentale (Dsm), la continuità assistenziale, il costo procapite e le prestazioni per ciascun utente, mentre tra quelli a impatto negativo ci sono gli accessi al pronto soccorso, la durata dei ricoveri e l’alto tasso di Tso, cioè di trattamenti sanitari obbligatori.
E’ quest’ultimo il dato che maggiormente incide sullo slittamento dell’Umbria verso la zona rossa della classifica, quella cioè in cui si perdono punti sul ranking che stabilisce la capacità di fare fronte alle esigenze di un territori per le malattie psichiatriche. Insieme all’Umbria nella zona del calo dei risultati, ci sono la Puglia con -0,03, la Sardegna con -0,05, la Lombardia con – 0,13, la Basilicata con -016, l’Abruzzo con -0,21, la Calabria con -024 e il Veneto e Lazio con -0,24, poi la Toscana con -0,32, il Piemonte con -0,35 e in basso alla classifica la Campania al 20esimo posto con -0,40 e le Marche al 21esimo con -0,48. Se l’Umbria paga un alto numero di Tso, la Calabria scende in bassa classifica per il significato contrario, ovvero per il basso numero di Tso, come anche la Campania dove si denotano mancanza di personale e scarsa accessibilità dei servizi.
La vicina regione Marche paga una combinazione di risorse insufficienti e carenze organizzative, fino a scendere all’ultimo posto. Sicilia e Sardegna invece registrano grandi sbalzi in avanti nelle posizioni per una maggiore erogazione di prestazioni ambulatoriali e un calo delle ospedalizzazioni.
Guadagnano punti, e quindi raggiungono la zona verde della classifica il Molise, al settimo posto con +0,17, l’Emilia al sesto con +0,19, il Friuli al quinto con +0,35, la Liguria al quarto con +0,39. Sul podio la Val d’Aosta al terzo con +0,41, Trento al secondo con +0,45 e Bolzano al primo con +0,66.
Il presidente Siep Fabrizio Starace al Sole 24 Ore spiega che il «successo di un sistema regionale dipende da un equilibrio tra le risorse adeguate, continuità assistenziale e riduzione della pressione sugli ospedali. Al contrario le inefficienze, come degenze prolungate o elevata dipendenza dal pronto soccorso, penalizzano significativamente le performance».
