di Daniele Bovi

Il bilancio di previsione della Provincia di Perugia, da varare in teoria entro il 30 luglio, non sarà approvato. Ad annunciarlo, venerdì mattina durante una conferenza stampa, è stato il presidente Nando Mismetti. All’appello mancano 20 milioni di euro relativi al personale; soldi che all’ente andrebbero garantiti per le funzioni che svolge, ma che non vengono erogati. «Non ci sono i presupposti minimi per approvare il documento. La Provincia – ha detto Mismetti – è costretta a gestire tutte le materie ormai di competenza di Stato, Regione e Comuni, facendosi carico di tutte le spese afferenti ai relativi servizi con il proprio bilancio, che è dimezzato». In queste condizioni, come ha riferito il presidente, la Provincia non è in grado di svolgere la manutenzione ordinaria (ad esempio per quanto riguarda strade e scuole), limitandosi a intervenire solo in casi di emergenza.

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Manderemo le fatture «Dal primo luglio – dice ancora Mismetti – manderemo le fatture a coloro per i quali stiamo svolgendo il servizio. Non chiediamo cose straordinarie ma solo che ci venga riconosciuto quanto dovuto». La mancata approvazione del bilancio verrà comunicata con una lettera al prefetto Antonella De Miro ma all’appello vengono chiamati anche i parlamentari eletti in Umbria. Il 19 giugno è stato finalmente approvato il decreto sugli enti locali «che non risolve però i problemi più importanti – sottolinea il sindaco di Foligno -, dato che i costi riguardanti le funzioni attribuite ad altri enti continuano a gravare sulle province, lasciando così inalterata la gravissima situazione finanziaria dell’ente». Il presidente quindi si appella ai parlamentari umbri affinché trovino soluzioni adeguate durante i 60 giorni a disposizione per la conversione del decreto: «La partita si gioca in parlamento – osserva Mismetti – e gli eletti devono cogliere il nostro disagio».

Bandiera bianca Sul palazzo della Provincia insomma più che la bandiera tricolore sventola quella bianca, alzata da un ente che si trova in una «situazione paradossale»: «Come riconosciuto anche dalla Corte dei conti – è stato detto venerdì – la grave situazione in cui versano le province non è causata dalla cattiva gestione della cosa pubblica, ma da una pesante e continua riduzione delle risorse». Per quanto riguarda quella di Perugia la legge di Stabilità 2015 ha disposto un taglio di 11,7 milioni per il 2015, 22 per il 2016 e 34 per il 2017. Allo stesso tempo, le risorse per il personale sono state dimezzate, passando da 40 a 20 milioni. Mazzate impossibili da reggere anche per il più sano degli enti locali.

Niente risorse In queste condizioni la Provincia non ha risorse per gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, «non è in grado di assicurare il regolare inizio del prossimo anno scolastico né, tanto meno, il riscaldamento per l’inverno», idem per quanto riguarda i centri per l’impiego e la polizia provinciale, il cui personale dovrebbe andare in forza ai Comuni. «Ma chi paga?» si chiede Mismetti. Complessivamente i dipendenti da ricollocare sono circa 500, la metà di quelli attualmente in forze all’ente di piazza Italia. Il presidente sul punto si rivolge anche ai sindacati, chiedendo una «definizione dei criteri di mobilità in tempi brevi». Un personale per cui, rassicura il presidente, per parecchi mesi ancora non ci saranno problemi per quanto riguarda il pagamento degli stipendi. «Sempre che – commenta il presidente – questa situazione non si protragga per molto tempo».

Servizi a rischio La partita del riordino prevede l’assegnazione, alle ‘nuove’ province, delle sole funzioni relative a viabilità provinciale, territorio, edilizia scolastica, pari opportunità e servizi ai Comuni. Grazie alla legge della Regione poi («una delle poche in Italia ad averla approvata» ricorda il sindaco) all’ente di piazza Italia toccherà anche la gestione della viabilità regionale, del lago Trasimeno e il controllo degli impianti termici. «Ma sia chiaro – dice Mismetti – che il passaggio delle funzioni deve essere accompagnato dalla garanzia delle risorse. E’ possibile avere centinaia di chilometri di strade e non avere i soldi per fare manutenzione? Bisogna far capire che qui in gioco c’è la tenuta e la qualità dei servizi offerti ai cittadini».

Bartolini Lette le dichiarazioni di Mismetti il neo-assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini prende carta e penna per dire che «il tema delle Province è al primo punto della seduta di insediamento della Giunta regionale che si terrà lunedì prossimo». «Proporrò – continua – l’immediata attuazione della legge 10 del 2015 sul ‘riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di Comuni e comunali’ con una road map che porterà in tempi brevissimi al trasferimento delle funzioni e del personale che deve tornare alla Regione Umbria». Bartolini assicura che la giunta «ha come propria priorità assoluta quella di riprendersi le proprie funzioni amministrative ed il relativo personale nel più breve tempo possibile». Detto questo, per quanto riguarda le risorse la Regione farà la propria parte ma non quella degli altri enti coinvolti in questa partita delicata: «Resta ben inteso – dice infatti il professore di Diritto amministrativo – che la Regione Umbria non può assumersi oneri che dipendono da scelte ed obblighi appartenenti ad altri livelli di governo».

Twitter @DanieleBovi 

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