di Ivano Porfiri e Massimo Colonna
Iniziata la lunga giornata di agitazione per i dipendenti delle Province di Perugia e Terni che per la mattinata hanno convocato assemblee e presidi nelle rispettive sedi. La richiesta che arriva dagli operai fino a dirigenti dei due enti è quella di avere certezza sul futuro dei dipendenti e sulla chiusura dei due bilanci pubblici, obiettivo per il quale al momento mancano le risorse.
Fotogallery: la preoccupazione sui volti dei dipendenti
Dipendenti in assemblea: fotogallery
Terni, summit in Prefettura L’assessore regionale Antonio Bartolini ha messo sul tavolo 13 milioni, di più non è possibile grattare, ma stando ad alcune fonti sindacali per chiudere i documenti economici e finanziari delle due Province occorrerebbero almeno 19 milioni di euro. Resta quindi consistente il rischio di default dei due enti territoriali umbri. A Terni dalle 9.30 delegati sindacali e rsu si sono seduti al tavolo della Prefettura per un incontro a cui seguirà l’assemblea dei lavoratori convocata per fare il punto della crisi e decidere eventuali iniziative. La Provincia nella Conca conta 334 dipendenti attivi sui 33 Comuni di competenza, con gli operai e il personale destinato ai centri per l’impiego che risultano i più lontani dal capoluogo. Un centinaio i dipendenti che hanno atteso la conclusione dell’incontro all’interno della sala del consiglio provinciale di Terni, per poi spostarsi intorno alle 11 all’esterno di Palazzo Bazzani, sede di Prefettura e Provincia, per il presidio di protesta.
Presidio dei lavoratori della Provincia di Terni: fotogallery
Perugia, in corso assemblea partecipatissima A Perugia, invece, dalle 9 è in corso una partecipatissima assemblea dei lavoratori della Provincia nella sala del consiglio provinciale. I rappresentanti sindacali hanno iniziato riferendo gli esiti della riunione in Regione di giovedì scorso, dichiarandosi insoddisfatti della posizione di palazzo Donini. La sala è gremita e dopo l’intervento dei lavoratori la protesta si sposterà in piazza Italia di fronte alla Prefettura.
Sbarra (Cisl): «Vertenza più importante dell’Umbria, pacchetto di proteste» All’assemblea è intervenuto anche il segretario regionale della Cisl, Ulderico Sbarra: «Il problema occupazione non è al centro del dibattito. Noi ci faremo sentire col prefetto ma va alzato il livello della mobilitazione. Bisogna preparare un pacchetto di proteste. Questa è la vertenza occupazionale più importante della Regione Umbria, più importante della Perugina. Perciò mobilitazione finché non avremo risultati concreti».
Perugia, intervento duro di un lavoratore: video
Lavoratori criticano sindacati: «Occupiamo consiglio regionale» Ma all’indirizzo dei sindacati piovono critiche: «Sbarra sono d’accordo con te ma – è la replica di un dipendente – questo intervento avrei voluto sentirlo mesi fa, invece i sindacati nazionali sono piegati al Nazareno e quelli regionali a piazza della Repubblica». Bacchettate anche ai consiglieri regionali presenti: «Spero non siano venuti a fare passerella, se hanno coraggio votino contro». Tra le fila dei lavoratori, poi, non mancano le richieste di iniziative eclatanti come la richiesta di procedere all’occupazione del consiglio regionale.
«È anche colpa di Europa unità a metà»: video
Interrogazione in Regione Nella sala del consiglio provinciale di Perugia ha preso la parole anche il consigliere regionale Attilio Solinas per annunciare un’interrogazione urgente alla giunta guidata dalla presidente Catiuscia Marini, firmata anche da Gianfranco Chiacchieroni, Silvano Rometti e Giuseppe Biancarelli. Solinas ha poi tentato di rassicurare i lavoratori: «Non vi preoccupare – ha detto – siamo con voi». Nel dettaglio, l’atto richiama l’attenzione sulle «problematiche economiche e finanziarie e sul rischio per i lavoratori dei due enti e le modalità organizzative con cui la Regione intende dar seguito alla convenzione siglata con il ministero del lavoro nell’ambito della riforma dei centri per l’impiego con il decreto legge enti territoriali ed con il decreto legislativo attuativo del Jobs act sulle politiche attive del lavoro».
Scani, vicecoordinatrice Rsu della Provincia di Terni: video
«Occupiamo la Regione» I lavoratori della Provincia della Perugia hanno votato a maggioranza di procedere al blocco dei servizi contestualmente all’occupazione simbolica della Regione il giorno in cui verrà discussa proprio l’interrogazione firmata dai quattro consiglieri di maggioranza. Alcuni dipendenti dell’ente di piazza Italia hanno poi proposto l’occupazione di via Palermo e dell’E45.
Terni, Rsu: «Dissesto anomalo, noi virtuosi» All’uscita dal summit in Prefettura a Terni a parlare è stato il vicecoordinatore delle Rsu, Roberta Scani: «Al tavolo abbiamo ribadito che abbiamo due ordini di problemi, da un lato il rischio di dissesto della Provincia di Terni, assolutamente anomalo in quanto non determinato da mala gestio ma da tagli feroci. L’altro fronte è quello aperto con la legge regionale 10 per il trasferimento delle funzioni delegate. Ai nostri concittadini – dice – vogliamo ribadire che questo ente negli anni è stato, e lo è tuttora, virtuoso. Abbiamo tagliato la spesa fino all’osso anche sulle spalle dei dipendenti che con risorse ai minimi termini continuano a erogare servizi essenziali». Nell’incontro con i rappresentanti della Prefettura la Rsu ha chiesto un intervento urgente del governo per scongiurare il default dovuto all’impossibilità di chiudere il bilancio. Sempre alla Prefettura è stata inoltre avanzata richiesta per indurre la Regione a farsi carico del problema e a corrispondere i giusti trasferimenti per le funzioni delegate.
Presidio a Palazzo Bazzani Sul fronte del personale è stata ribadita la necessità che la Regione rispetti il principio “esuberi zero” così come annunciato, facendosi carico di tutto il personale relativo alle deleghe delle Province e prevedendo le necessarie risorse finanziarie. Più in generale le Rsu hanno affermato: «La riforma delle Province, così come si sta realizzando – ha detto la rsu – porterà solo al blocco di servizi essenziali per i cittadini e al rischio di perdere posti di lavoro. C’è infatti assoluta incertezza sulla ricollocazione dei dipendenti in altri enti del territorio regionale, poiché le disponibilità sono state finora dichiarate solo verbalmente. Stessa incertezza si riscontra nelle amministrazioni periferiche dello stato, per questo motivo abbiamo chiesto alla prefettura i dati della ricognizione e del monitoraggio». I lavoratori e la Rsu della Provincia di Terni hanno poi occupato per pochi minuti e simbolicamente viale della Stazione, dove ha sede Palazzo Bazzani, per cercare di sensibilizzare anche l’opinione pubblica sul problema dei servizi al cittadino e dei posti di lavoro.
Dirigenti Provincia pronti a tagliarsi lo stipendio I dirigenti della Provincia di Perugia con una lettera indirizzata al Presidente Nanso Mismetti, ai consiglieri provinciali e ai colleghi hanno annunciato la loro intenzione di procedere alla riduzione dei loro stipendi. Ecco il testo: «I dirigenti intendono esprimere apprezzamento e stima nei confronti dei propri colleghi per il senso di appartenenza, la competenza e la professionalità dimostrate quotidianamente che hanno consentito, nonostante tutto, di fornire ai cittadini una continuità nell’erogazione dei servizi affatto scontata. Consapevoli che questo momento di gravissima crisi ha conseguenze pesantissime su tutto il personale, nessuno escluso, anche di carattere economico, condividono il profondo disagio e le ansie che l’incertezza del futuro determina. Vista la situazione di grave difficoltà finanziaria dell’Ente, non determinata, come noto, da cattiva gestione, si dichiarano disponibili a fornire un proprio contributo di solidarietà con le modalità e nelle forme che saranno successivamente determinate».
Le richieste al prefetto Prima dell’assemblea dei lavoratori di Terni le Rsu hanno incontrato il prefetto, al quale hanno presentato un documento con quattro richieste scritte: che si attivi al governo per il trasferimento delle risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni della Provincia, che la Regione provveda a corrispondere i giusti trasferimenti per le funzioni delegate alla Provincia, che il protocollo firmato il 27 luglio scorso in Regione trovi attuazione a partire dal principio degli ‘esuberi zero’ e con un monitoraggio relativamente alla disponibilità di assunzioni, che i crediti perenti (cioè assegnati dallo Stato ma non spesi dalle pubbliche amministrazioni) previsti per maggio 2016 e pari a 13 milioni siano anticipati.
Pronti a occupazione «Dobbiamo essere pronti – ha spiegato all’assembla Graziella Cetorelli, rappresentante Usb – anche ad occupare il consiglio regionale, perché questi soldi ce li devono dare. E’ importante inoltre che i prefetti impediscano di attivare le procedure di dissesto finanziario, perché in questo caso non stiamo parlando di mala gestione dell’ente, ma di un dissesto indotto dalle leggi».
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